Home Attualità Treia, lettera del Sindaco Capponi sui disservizi di Poste Italiane

Treia, lettera del Sindaco Capponi sui disservizi di Poste Italiane

Treia, lettera del Sindaco Capponi sui disservizi di Poste Italiane
58
0

Il Sindaco di Treia Franco Capponi ha scritto una lettera per segnalare i disservizi di Poste Italiane nella propria città.

Nonostante gli impegni, sostiene Capponi, persistono ancora fortissime limitazioni, riduzione degli orari e dei giorni di apertura, lunghe file agli sportelli.

Il Comune di Treia, come altri Comuni marchigiani, pretende il rispetto degli utenti e degli impegni presi, invitando ANCI e il Presidente della Regione Marche a convocare subito un tavolo tecnico.

La lettera è stata inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, al vice direttore di Poste Italiane Spa Giuseppe Lasco, al Presidente ANCI MARCHE e  Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, alla Direttrice Poste della Provincia di Macerata, Beatrice Bacchiocchi, al Prefetto di Macerata Flavio Ferdani.

treia
Franco Capponi. Nella foto in alto: il Palazzo Comunale di Treia

Questo il testo della lettera scritta dal Sindaco di Treia Franco Capponi.

“La riduzione degli orari di apertura al pubblico degli uffici postali e la carenza di postamat, almeno laddove non siano presenti sportelli bancari, stanno diventando problemi insostenibili per molti Comuni Marchigiani, soprattutto quelli periferici, delle frazioni e di piccole dimensioni situati nell’entroterra.

Sono ormai numerosi i sindaci sul piede di guerra a causa di situazioni che si vengono a generare quotidianamente nei Comuni, come le code chilometriche nelle vie e piazze con continui assembramenti e rischi di malori nella popolazione più anziana esposta al freddo invernale.

Tale situazione è divenuta insostenibile anche nel Comune di Treia, soprattutto negli sportelli di Chiesanuova (aperto solo tre giorni a settimana e con un solo operatore a fronte di centinaia di utenti) e Passo Treia (ubicazione sportello in zona carente di parcheggi e di pericolo per il traffico veicolare e di pedoni) dove in queste settimane abbiamo riscontrato code sempre più lunghe fuori dagli uffici postali del nostro territorio, con difficoltà anche nella gestione in sicurezza dei clienti in attesa.

Il disagio è anche acuito dalle temperature rigide che ci accompagneranno almeno per qualche mese, per tutti gli utenti ma in particolare per quelli più anziani e per le fasce deboli della popolazione che cercano riparo nei portici o nei pochissimi spazi protetti delle vicinanze procurando assembramenti davvero pericolosi in questo periodo di ripresa delle infezioni da COVID – 19.

Per questi motivi ho il dovere, che mi compete come amministratore della mia Comunità, di accogliere le istanze della cittadinanza e di segnalare l’estrema urgenza e opportunità di garantire la riapertura degli uffici postali, come da orari precedenti alla fase più acuta dell’emergenza Covid-19.

Per questo motivo sono a richiedere, attraverso questa lettera, la Convocazione di un tavolo ANCI regionale per mettere in campo azioni più organizzate di tutti i Comuni che hanno segnalato, come il mio, situazioni di ‘grave criticità’.

La presente viene inviata, inoltre, al presidente della Regione Marche, al Prefetto di Macerata e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per avere risposte in merito alla riorganizzazione degli orari e dei giorni di apertura degli uffici postali Marchigiani, vista la ripresa degli innumerevoli adempimenti correlati al riavvio dei versamenti dei tributi e delle cartelle esattoriali e fiscali che tra pochi giorni verranno re-inviate a tutti i cittadini.

Sappiamo bene che le difficoltà correlate alla pandemia hanno costretto alla rivisitazione dell’organizzazione anche di Poste Italiane ma la tutela degli utenti e dei propri dipendenti, dovrebbe essere sviluppata di pari passo con le necessità dell’utenza che ha bisogno di migliori servizi (tra l’altro servizi essenziali) come noi Comuni abbiamo di fatto messo a disposizione.

Crediamo sia un dovere sociale e morale ritornare a garantire in sicurezza questi servizi che erano già carenti e che in questo periodo sono stati invece ulteriormente ridotti con l’effetto opposto al dilazionamento dell’utenza, che si pone come misura contingibile e necessaria in questa fase pandemica per evitare assembramenti.

Non è che non capiamo le difficoltà nell’erogazione del Servizio da parte di Poste Italiane nell’emergenza Covid-19, ma la gestione di un servizio pubblico deve necessariamente risolversi in una condizione accettabile, degna per la cittadinanza senza provocare le code al freddo, spesso tra la neve nell’entroterra, soprattutto per le persone più fragili, come ricaviamo dalle numerose foto che i cittadini ci hanno inviato in questi giorni.

Chiediamo ad ANCI MARCHE e al Presidente della Regione Marche di attivarsi velocemente, convocando un tavolo regionale e sollecitando Poste Italiane con una missiva, per giungere a una soluzione della problematica come avvenuto in altre regioni Italiane.

L’ANCI in particolare, in ogni occasione ha sempre evidenziato con forza che il servizio postale, per ciò che rappresenta in termini di vero e proprio ‘presidio dello Stato’ sul territorio, assume un valore irrinunciabile, in particolare nei Comuni delle aree interne, di minore dimensione demografica colpite oltre che da COVID-19 anche dal sisma del 2016.

Le chiusure degli uffici postali, la riduzione degli orari e dei giorni di apertura quindi, in aggiunta ad alcuni disservizi che negli anni passati sono stati vissuti con un senso di abbandono dei territori da parte dello Stato, sono problematiche ancora non risolte e che procurano un grave stato di desolazione di queste popolazioni gravemente colpite anche da altri eventi devastanti.

Dal nostro canto ci impegneremo ad effettuare un costante monitoraggio dell’affluenza, segnalando, con attenzione, l’eventuale venir meno delle criticità fondanti la nostra richiesta, nell’ottica di una collaborazione sinergica e nell’adempimento del dovere che il nostro servizio ci impone, agendo sempre a tutela dell’utenza debole della popolazione, con la consapevolezza del sacrificio che chiediamo a noi stessi e al nostro personale.

Rimaniamo a disposizione per qualunque confronto utile e con l’occasione sono a porgere i miei personali saluti.”

(58)

LEAVE YOUR COMMENT