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Macerata, il raduno delle città unite dalla “Cultura del sollievo”

Macerata, il raduno delle città unite dalla “Cultura del sollievo”
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A Macerata si è svolto nel fine settimana il VI Raduno Nazionale delle “Città del sollievo” organizzato dal Comune di Macerata con la Fondazione Ghirotti onlus.

Due giornate intense di confronto, dibattito e approfondimento che hanno visto la partecipazione di amministratori pubblici, sanitari e volontari di trentuno tra piccoli e grandi Comuni italiani, uniti dal linguaggio solidale della “Cultura del sollievo”.

Una rete territoriale basata sull’interazione pubblico-privato che, con le sue risorse sanitarie e sociali unite a una precisa volontà politica degli Enti locali aderenti, si mette in ascolto e in accoglienza dei bisogni della comunità e diventa luogo di scambio di idee, potenzialità, di fattive collaborazioni e di vera solidarietà.

Iniziata con i saluti istituzionali del sindaco Sandro Parcaroli, del vescovo Monsignor Nazzareno Marconi, del rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato e del Presidente dell’Associazione Gigi Ghirotti Isabella Properzi, la due giorni finalizzata a promuovere la “Cultura del sollievo” ha messo al centro la persona nel suo insieme, la sofferenza e l’aiuto necessario ad alleviare il peso che grava sulle famiglie delle persone malate.

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Vincenzo Morgante, Francesca D’Alessandro, Isabella Properzi, Lucia Borgia

«Dare sollievo significa sollevare la persona dal peso della sofferenza fisica e mentale attraverso l’umanizzazione delle cure – ha affermato il vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali Francesca D’Alessandro –. Abbiamo vissuto due giornate intense e dense di riflessioni unanimi nella visione antropologica: l’uomo vale per ciò che è e non per ciò che fa. La malattia non è negazione della vita ma una fase della vita da supportare sempre e in ogni circostanza».

«Macerata continuerà a portare avanti il suo impegno nel sostenere le fragilità in tutte le sue forme, da quella fisica a quella psicologica e morale, evitando quella paralisi relazionale che amplifica la sofferenza e ci racchiude dentro un baratro di solitudine – ha aggiunto la D’Alessandro –. Porteremo avanti il nostro impegno con serietà, certi del fatto che se la rete funziona, la persona ritrova la sua dignità e tutta la collettività sta meglio. L’attenzione alla fragilità è un dovere di civiltà e il vero progresso della civiltà».

Tra gli intervenuti Vincenzo Morgante presidente della Fondazione Ghirotti, Edi Cicchi presidente Commissione Welfare Anci nazionale e assessore alle Politiche sociali del Comune di Perugia, Lucia Borgia docente di Bioetica all’Università Politecnica delle Marche e presidente del Comitato Bioetica di San Marino.

La cultura della “Città del Sollievo” è sensibilizzare la cittadinanza, stimolare la conoscenza e il confronto con tutte le realtà coinvolte per una partecipazione che sia sentita in modo collettivo con l’obiettivo di supportare le fragilità.

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