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Concerto con la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata

Concerto con la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata
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Venerdì 27 dicembre, ore 21.15 nella Basilica Santuario della Misericordia a Macerata, Concerto di Natale “In dulci jubilo”, tradizionale appuntamento con la Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata diretta da Carlo Paniccià. Il concerto prevede anche la partecipazione dell’Ensemble ModernAntiqua della Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata composto da Matteo Di Iorio, Carlo Piergallini e Manuela Belluccini.

“In dulci jubilo”, titolo dal noto canto natalizio, verrà proposto in duplice versione: quella presente nell’antologia di canto a stampa Piae Cantiones (1582) e nella cantata natalizia barocca di Dietrich Buxtehude (1668-1707). Sarà possibile ascoltare anche il “Dialogo de’ pastori al Presepe di Nostro Signore” di Giovanni Francesco Anerio (1567-1624) allievo di Giovanni Pierluigi da Palestrina e, ancor prima, fanciullo cantore nella Basilica di San Pietro in Roma

La versione originale di “In dulci jubilo” (Nella dolce gioia) ha un testo particolare, un misto maccheronico di tedesco e latino, risalente al Medioevo. La melodia ha ispirato nel tempo molti compositori, tra i quali anche Johann Sebastian Bach con il corale organistico BWV 729. “In dulci jubilo” appare per la prima volta nel Codex 1305, un manoscritto custodito nella biblioteca dell’università di Lipsia, datato intorno al 1400, nonostante sia stato ipotizzato che la melodia fosse già diffusa in Europa. Quest’inno venne stampato anche nel 1533 all’interno dell’innario luterano Geistliche Lieder di Joseph Klug. Appare inoltre nel Gesangbuch di Michael Vehe (1537). Nel 1545 venne aggiunto un altro verso probabilmente da Martin Lutero stesso. Con questa modifica l’inno venne incluso nei Geistliche Lieder di Valentin Babst, stampati a Lipsia. La melodia era tuttavia popolare anche in altre zone d’Europa.

Appartiene alla forma dell’oratorio il “Dialogo de’ pastori al Presepe di Nostro Signore” (dato alle stampe nell’anno giubilare 1600) composto da Giovanni Francesco Anerio di cui rimane oggi una sola copia a stampa conservata dalla Biblioteca “Panizzi” di Reggio Emilia.

L’episodio dei pastori al Presepio costituisce, nell’arte figurativa come nella musica, uno dei temi evangelici più suggestivi e ricchi di immagini pittoresche, fatte di gioia semplice e spontanea, e riuscì a dar vita, sia nel campo della musica vocale sia in quello strumentale ad un «filone», quello «pastorale» appunto, sempre in bilico tra l’arcadico e il devozionale.

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