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Urbisaglia, “Troiane” di Seneca all’Anfiteatro romano

Urbisaglia, “Troiane” di Seneca all’Anfiteatro romano
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Martedì 31 luglio ore 21.30, all’Anfiteatro romano di Urbisaglia TAU-Teatri Antichi Riuniti presenta “Troiane” di Seneca, con Edoardo Siravo, Paolo Bonacelli e Valeria Ciangottini, regia di Alessandro Machìa, traduzione e drammaturgia di Fabrizio Sinisi, musiche originali Francesco Verdinelli. In scena anche Alessandra Fallucchi, Silvia Siravo, Cecilia Zingaro, Marcella Favilla e Gabriella Casali.

In una Troia avvolta dalle fiamme, Seneca mette in scena un universo segnato dal lutto e dalla perdita del controllo sulle passioni, in cui l’umano si afferma soltanto nella sua possibilità di fare il male. Gli dèi sono ormai presenze lontane e insignificanti, l’uomo è solo davanti al rischio dell’esistenza, con la sua sofferenza e il peso della sua libertà.

A dominare è la guerra, quel pòlemos che secondo Eraclito è «madre di tutte le cose». E la morte. Una morte che qui è liberazione dal dolore, dal male che “si trova dentro di noi” e “proviene dalle nostre viscere”, come afferma Seneca stesso nelle Lettere a Lucilio.

In Troades, Seneca rivela una straordinaria modernità nel rappresentare il demoniaco che abita l’interiorità dell’uomo e il male di cui è capace. Pur mantendendo il titolo dell’orignale euripideo, che rimanda a una coralità in cui protagoniste sono le donne troiane, Seneca concentra l’azione drammatica soprattutto su scene a due – a cui Fabrizio Sinisi nel suo adattamento aggiunge l’inedito confronto tra Ulisse ed Elena. Il fuoco della tragedia si sposta così dalla rappresentazione del dolore e della sofferenza dei vinti, a un piano più politico: a quel “discorso del potere” che vede la parola come rappresentazione, luogo di mascheramento attraverso l’eccesso della sua esibizione.

Siamo di fronte a una testualità che è vera e propria “scena della parola” , nella quale ogni personaggio recita la propria parte nel palcoscenico del potere e in cui la retorica, lungi dall’essere un freno alla teatralità, costituisce a nostro avviso il vero motivo di modernità della tragedia senecana, capace di parlarci ancora oggi: perché rivela una parola che – come ai nostri tempi – ha perso ogni aggancio etico e morale, ogni riferimento veritativo, ogni intenzione di comunicazione per diventare pura affermazione di sé, strumentale al potere e all’annientamento dell’altro. (Alessandro Machìa)

Nel pomeriggio alle ore 17.30, al Teatro Comunale di Urbisaglia, incontro di presentazione dell’opera in scena all’Anfiteatro Romano. Alle 18.30 passeggiata nel Parco Archeologico di Urbs Salvia e visita guidata a Serbatoio romano, Teatro, Criptoportico e Anfiteatro. Seguirà alle 20 DinnerTAU, cena con prodotti locali.

Info: 0733 506566 / 0733 202942 / 334 8663559; www.amatmarche.net.

(Nella foto: Edoardo Siravo, Paolo Bonacelli e Valeria Ciangottini)

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