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Teatri Antichi a Urbisaglia, Eschilo e i migranti di ogni tempo

Teatri Antichi a Urbisaglia, Eschilo e i migranti di ogni tempo
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Mercoledì 20 luglio, un coinvolgente racconto teatrale “Supplici a Portopalo. Dalla tragedia di Eschilo alle parole dei rifugiati”, basato sul dramma Le Supplici di Eschilo, è in scena all’Anfiteatro Romano di Urbisaglia, grazie alla maestria interpretativa di Vincenzo Pirrotta e Gabriele Vacis che firma anche la regia, nell’ambito del TAU/Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale promossa dal Comune di Urbisaglia, dalla Regione Marche e dall’AMAT.

Sulla costa siciliana, divenuta frontiera delle rotte della disperazione del Mediterraneo, un coinvolgente racconto teatrale, basato sul dramma Le Supplici di Eschilo, che mette in scena la difficile decisione della città di fronte alla richiesta di asilo di chi fugge dalla guerra, dalla fame, dalla carestia. “La spietata logica del respingimento di chi si presenta supplice, alle porte della città, è deprecabile e inaccettabile – si legge nelle note allo spettacolo – per le leggi non scritte del codice etico della gente di mare, ma anche per la sensibilità di una comunità civile. Ma non basta la carità, non basta la pietà: solo la dimensione politica – insegna già Eschilo 2500 anni fa – può affrontare e risolvere positivamente, nel segno del bene comune, la difficoltà di migranti e cittadini. Qual è il ruolo del teatro oggi? Può una tragedia di Eschilo, un’opera di 2500 anni fa, raccontare il nostro presente? Il testo di Eschilo si intreccia e si confonde con le tragiche testimonianze dei migranti che, esuli dai loro paesi e in fuga dalla guerra, dalla fame e dalla carestia, dopo viaggi estenuanti per terra e per mare, giungono sulle coste del Mediterraneo a chiedere asilo, a cercare una nuova patria. Così il racconto teatrale si fa orazione civile e riflessione collettiva. Eschilo compone Le Supplici intorno al 460 a.C.: il racconto inizia con uno sbarco, lo sbarco di un gruppo di migranti in fuga dal proprio paese, l’Egitto, giunti a chiedere asilo in Grecia al re della città e si conclude con la decisione dell’intera città greca di accogliere gli esuli come astóxenoi, ‘stranieri e insieme nuovi cittadini’, in nome dei diritti sacri dell’ospitalità. Portopalo è una città di frontiera sulla punta estrema della Sicilia, un piccolo paese che vive quotidianamente la realtà degli sbarchi e il problema dell’accoglienza, in cui una piccola comunità di pescatori e contadini è costretta a misurarsi con una legislazione ambigua, a fare i conti con norme restrittive e violente che non fanno parte del codice tradizionale delle genti di mare. Portopalo è lo scenario su cui le parole antiche di Eschilo e i racconti dei migranti del nostro tempo acquistano una nuova vitalità”.

Ideazione e drammaturgia dello spettacolo – prodotto da Nidodiragno – sono di Monica Centanni con la collaborazione alla drammaturgia di Anna Banfi, scenofonia e allestimento sono di Roberto Tarasco.

Ad arricchire la proposta per il pubblico prima dello spettacolo alle ore 17.30 l’appuntamento è con l’Introduzione allo spettacolo e visita al Parco Archeologico di Urbs Salvia a cura dell’Associazione Proloco di Urbisaglia e di Meridiana (informazioni 0733 506566 – 0733 202942 – 334 8663559).

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