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Macerata Opera Festival, la Carmen di Bizet allo Sferisterio

Macerata Opera Festival, la Carmen di Bizet allo Sferisterio
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Domenica 28 luglio, ore 21 allo Sferisterio, la Carmen termina il secondo weekend del Macerata Opera Festival. L’opera di Bizet, con la regia di Jacopo Spirei e la direzione di Francesco Lanzillotta, ha inaugurato il festival la scorsa settimana ma non ha affatto convinto, sia come allestimento che nella prestazione musicale. L’effetto prima e i giorni a disposizione dalla replica, come spesso accade, potrebbero aver dato nuova linfa e lo spettacolo è da vedere e sentire.

La storia di Carmen non è una storia antica o moderna, è una storia eterna, la storia del possesso che un uomo tenta di esercitare su una donna, non sapendo tollerare la rinuncia. Con questo spirito ha debuttato la nuova produzione del capolavoro di Georges Bizet al Macerata Opera Festival 2019 #rossodesiderio.

«Una Carmen parigina – afferma il regista il regista Jacopo Spirei –, è questa la nostra aspirazione, mia e del direttore e concertatore Francesco Lanzillotta. Togliere il folklore, ovvero rappresentarlo per quello che è, una cornice, uno sfondo, un profumo, come un’essenza che si sprigiona dalle pareti di un café-concert: uno spettacolo ambientato in Spagna allestito da un cabaret parigino tipo il Crazy Horse».

Sulla scena si respira un’aria di passione e libertà ma anche di fatica e impegno per i numeri di danza che si mettono in scena e si provano, riproducendo scena e backstage di un cabaret in cui ballerine danzano in abiti succinti e Carmen appare in scena per la Habanera ricordando le esibizioni di alcune dive come Dita Von Teese. Jacopo Spirei per la prima volta mette in scena l’opera di Georges Bizet e lo fa su un palcoscenico insolito come quello dello Sferisterio di Macerata.

«La forma originaria di Carmen – continua il regista – è quella di un opéra-comique basato sull’alternanza di dialoghi parlati e numeri vocali e strumentali che spesso vengono tagliati in forme semplici, dirette, da “musica di consumo”, ingenerando un effetto di straniamento rispetto al realismo (apparente) dell’intreccio: la Carmen donna animalesca e incoercibile è più una creatura immaginaria che un ritratto dal vero».

In effetti, lei non mente mai, non impone mai, è Don José a decidere che la loro storia durerà in eterno. La tragedia finale è ingenerata dal fraintendimento del brigadiere, il quale, al pari di Micaëla, è un estraneo (vengono dalla Navarra, una provincia dell’estremo nord est della Spagna, mentre Carmen è una meridionale andalusa, oltre che zingara) che non riesce a decifrare il mondo circostante e le situazioni in cui si va a cacciare: ce lo dice il canto, il suo come quello della fanciulla, così diverso da quello della sigaraia, così lyrique nel suo occhieggiare Gounod.
L’eros e il #rossodesiderio di Carmen sono i caratteri dominanti della messa in scena maceratese; i suoi tanti amori, di cui lei non fa mai mistero, sono la forza dello spettacolo che conferma Carmen fra i personaggi femminili più forti e caratteriali di sempre. In questo caso è una star ed appartiene al palcoscenico: diventa oggetto del desiderio di tutti e genera una smaniosa voglia di possesso.
Fra lustrini, tute ginniche, esibizioni di pole dance, red carpet e “monelli!, sul palcoscenico dello Sferisterio sale un cast numeroso con debutti italiani come quello della protagonista, il mezzosoprano statunitense Irene Roberts, con al suo fianco il tenore Matthew Ryan Vickers (Don José), David Bizic (Escamillo), Tommaso Barea (Le Dancaïre), Saverio Pugliese (Le Remendado), Stefano Marchisio (Moralès), Gaetano Triscari (Zuniga), Irene Roberts (Carmen), Valentina Mastrangelo (Micaëla), Francesca Benitez (Frasquita), Adriana Di Paola (Mercédès), Andrea Pistolesi (Un Bohémien), Olga Salati (Une Marchande d’oranges).
Le scene e i costumi sono di Mauro Tinti, le coreografie di Johnny Autin, le luci di Giuseppe di Iorio, calzature e accessori di un marchio marchigiano del lusso come Les Jeux de Marquis. Altre due importanti forniture sono quelle degli abiti Paoloni e i pali di pole dance prodotti dall’azienda bergamasca “The Polel”.

Francesco Lanzillotta, direttore musicale del Festival, sul podio della Filarmonica Marchigiana, con il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” diretto da Martino Faggiani (Massimo Fiocchi Malaspina, altro maestro del Coro), i Pueri Cantores “D. Zamberletti” diretti da Gian Luca Paolucci, e la Banda “Salavadei”. Lo spettacolo è in lingua originale francese e sopratitolato in italiano e inglese. Prossime repliche di Carmen il 3 e il 10 agosto.

Info : www.sferisterio.it

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