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Giornata mondiale della prematurità, pediatri in video conferenza

Giornata mondiale della prematurità, pediatri in video conferenza
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Martedì 17 novembre Giornata mondiale della prematurità, l’associazione Help Sos Salute e Famiglia, in collaborazione con A.Ge.-Associazione Italiana Genitori, propone alle ore 21.15 un incontro gratuito in video conferenza sulla piattaforma Meet per informare e sensibilizzare sul tema delle nascite pretermine.

Interverranno i medici pediatri Roberto Castellini, Enrico Gasparrini e Miriam Pambianchi. Dopo le introduzioni, i pediatri saranno a disposizione per rispondere alle domande dei partecipanti.

Per accedere alla piattaforma e seguire l’incontro della Giornata mondiale della prematurità basterà inviare una mail a info@associazionehelp.org, oppure contattare i canali social dell’Associazione Help Sos Salute e Famiglia.

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A partire dal 2008 in tutto il mondo il 17 novembre si celebra ogni anno la Giornata mondiale della prematurità con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei neonati pretermine, richiamare il valore dell’assistenza e sottolineare l’importanza della prevenzione dei fattori di rischio che possono favorire il verificarsi della prematurità.

Un bambino viene definito prematuro se nato prima della 37a settimana di gestazione. In Italia, all’incirca un neonato su 10 nasce pretermine; più precisamente, nelle Marche ogni anno più di 700 bambini nascono prima della 37a settimana di gravidanza. Di questi, circa 80 nascono con un peso inferiore ai 1.500 grammi e, a fronte della denatalità che sta interessando anche le Marche, il tasso di prematurità è addirittura in aumento.

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«L’arrivo di un bimbo pretermine in Neonatologia è sempre una esperienza unica perché ogni piccolo necessita di un’assistenza individualizzata – spiega  Roberto Castellini, direttore del reparto di Pediatria e Neonatologia di Macerata -. Anche i genitori, che subiscono uno stress importante in seguito alla nascita più o meno anticipata del proprio figlio, si sentono inizialmente smarriti e necessitano di una cura particolare da parte di noi operatori. Basti pensare al fatto che si trovano a far ritorno a casa senza il loro bambino, che spesso per intere settimane deve rimanere monitorato presso la nostra Neonatologia o, se necessario, presso la Terapia Intensiva Neonatale. A fronte di un miglioramento progressivo dei tassi di sopravvivenza grazie alle cure ostetriche e neonatologiche sempre più avanzate, poi la prematurità causa ancora oggi il 50% delle morti nel periodo neonatale. I neonati pretermine possono essere inoltre gravati da un maggiore tasso di complicanze di tipo neuro-psicomotorio, visivo, uditivo, respiratorio, nutrizionale, infettivo, ematologico. Per tale motivo, superata la fase acuta, viene avviato un attento follow-up post-dimissione».

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In questa fase, non meno importante della prima, i genitori vanno sostenuti per far sì che il piccolo venga correttamente seguito per tutto il percorso necessario per uno sviluppo sovrapponibile a quello dei suoi coetanei.

«Nella nostra realtà maceratese possiamo vantarci di una importante tradizione neonatologica – afferma ancora Roberto Castellini -, tutt’oggi ogni anno nell’Ospedale di Macerata nascono decine di neonati di prematurità lieve e moderata, altri neonati di prematurità grave o estrema vengono da noi seguiti dopo il trasferimento dalla Terapia Intensiva di Ancona. Il team assistenziale si avvale della collaborazione, oltre che dei professionisti del nostro reparto (Medici, Infermiere e Operatrici Socio-Sanitarie), di altri specialisti quali Neuropsichiatri Infantili, Tecnici di Neurofisiologia, Oculisti, Otorinolaringoiatri e Audiologi. Anche in questo difficilissimo 2020, nonostante le enormi difficoltà dovute alla pandemia da Coronavirus, abbiamo cercato di assicurare la migliore assistenza possibile a questi piccoli guerrieri, favorendo sempre, pur con alcune inevitabili restrizioni, la presenza in reparto della mamma, secondo una tradizione che da molti anni contraddistingue la Neonatologia di Macerata».

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