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Modena-Maceratese vista dall’ex gialloblu Armando Perna

Modena-Maceratese vista dall’ex gialloblu Armando Perna
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Armando Perna, classe 1981, palermitano di nascita, è stato per anni uno dei giocatori simbolo del Modena. L’esperto difensore è arrivato da pochi giorni alla Maceratese e tiene a incoraggiare l’ambiente biancorosso dopo la sconfitta casalinga con la Samb nonostante la buona prestazione.

“La sconfitta subita dalla Samb, una squadra attrezzata, non ha lasciato scorie, piuttosto ci ha fatto capire quali possono essere le nostre potenzialità e soprattutto che nel corso di un incontro non bisogna avere fretta, ma reagire con razionalità perché certi match si possono pareggiare anche al 90°”. Armando Perna, centrale difensivo adattabile anche a sinistra, classe 1981, “last but not least” in casa biancorossa, sale in cattedra alla vigilia del match con il “suo” Modena.

“Contro i rossoblù, tornando alla gara d’esordio, avremmo meritato di chiudere il primo tempo in vantaggio, ma abbiamo avuto il torto di allungarci troppo dopo aver subìto il rigore dell’1-2. Per l’immediato futuro non dobbiamo commettere errori simili, ma migliorare nella mentalità. Secondo me lo stop ad opera dei rivieraschi può farci crescere in fretta”.

Come sei arrivato a Macerata?

“Il direttore Stambazzi ha parlato con il mio procuratore, volevo avvicinarmi a casa, vivo a Fano con la mia compagna Laura e la piccola Ludovica di sette anni e in breve abbiamo concluso la trattativa. A Macerata mi trovo bene, il gruppo mi ha accolto altrettanto bene, facendomi sentire uno di loro, e ora sono pronto a vivere con intensità questa nuova avventura”.

Come vivi la settimana che precede la sfida al “tuo” Modena?

“È ovvio, non sarà una partita come tutte le altre per me che a Modena ho vissuto la bellezza di 9 stagioni, 4 delle quali indossando la fascia di capitano. Scendere in campo di nuovo al Braglia sarà suggestivo, avrà un’intensità particolare. Ma per un’ora e mezzo dimenticherò tutto e darò il massimo per la Maceratese. Dobbiamo riprenderci al più presto”.

Quali ricordi serbi di Modena?

“Fra i tanti quello che ci intreccia al… mister della passata stagione. Cristian Bucchi ci stoppò la strada per la serie A con un suo gol quando militava nell’Ascoli. Poi è stato al mio fianco, con Pioli in panca, nella sua strepitosa stagione in cui arrivò a quota 29 gol con 13 centri su rigore in altrettanti tentativi nella stagione regolare, per poi fallire il tiro dal dischetto ai play-off, in cui purtroppo uscimmo contro il Mantova senza perdere, dopo due pari di fila. Che jella! Un altro ricordo vivido è quello relativo alla gestione tecnica di Apolloni. Terminammo il girone d’andata a quota 16 punti, tutti ci davano spacciati, forse non ci credevamo più neppure noi. Invece riuscimmo a collezionare ben 35 punti al ritorno e ci salvammo realizzando l’impresa all’epilogo a Trieste. Fummo davvero bravi allora”.

Ai tuoi nuovi tifosi cosa dici?

“Faccio una promessa sincera. Dal campo usciremo sempre avendo dato davvero tutto. Ci hanno accolto a braccia aperte, hanno capito il nostro impegno non suffragato dal risultato contro la Samb, applaudendoci. C’è già del feeling con loro. Faremo di tutto per rinsaldarlo, per essere un tutt’uno, un’unica Rata. Noi e loro”.

Qual è il tuo giocatore modello?

“Sono stato influenzato da mio padre milanista e quindi dico Baresi. Anche se parlare di rossoneri in questo momento è in controtendenza… Ho apprezzato anche Nesta e Cannavaro. Ma ora concentriamoci sul Braglia e sul Modena. L’ho affrontato una sola volta da ex, tre anni fa, con il Padova, ed è andata male. Non ho assolutamente voglia di concedere il… bis”.

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