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Macerata, struttura per la maggiore colonia felina della città

Macerata, struttura per la maggiore colonia felina della città
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Il Comune di Macerata realizzerà una struttura provvisoria di custodia per gatti a servizio della colonia felina presso il cimitero. Sarà un intervento di 11mila euro utile anche alla sistemazione dell’area.

L’opera infatti è volta a garantire le condizioni igieniche dell’area, che ospita la maggiore colonia della città, mettendo in campo interventi di tutela e controllo della colonia felina.

Il costo del progetto prevede 6mila euro per la realizzazione del ricovero felino e 5mila euro per la sistemazione dell’area, che necessita di un’azione concreta per il ripristino del decoro urbano e della sicurezza.

Nel mese di gennaio, in piena emergenza Covid-19, sono stati effettuati degli accertamenti a seguito di alcune mortalità avvenute in una colonia felina di Macerata.

L’intervento dei veterinari dell’Area Vasta 3 ha avuto lo scopo di scongiurare la circolazione del SARS-CoV-2 ma anche escludere un doloso avvelenamento. Gli esami autoptici e le successive indagini effettuate all’Istituto Zooprofilattico di Ancona hanno rilevato la circolazione di panleucopenia felina (gastroenterite felina o tifo felino, è una malattia infettiva virale).

«Conoscere la realtà, l’ubicazione, la composizione e lo stato di salute dei gatti di una colonia è fondamentale – ha affermato l’assessore con delega agli Animali d’Affezione Laura Laviano –. La gestione di una colonia comprende non solo l’alimentazione e la predisposizione dei ripari, ma anche gli interventi di tutela e controllo, a partire dalle attività di limitazione delle nascite e cura dei soggetti ammalati. Per questa serie di motivi, dietro richiesta dei cittadini e dopo approfonditi sopralluoghi, in seguito a un grave focolaio di panleucopenia felina nella colonia del cimitero, in accordo con l’Asur e con le associazioni animaliste, si provvederà a realizzare una struttura mobile, che possa ospitare i gatti della colonia più numerosa della città».

«Il fatto che si tratti di una struttura mobile non significa che una volta aver fatto ambientare i gatti verrà necessariamente rimossa – ha spiegato la Laviano –. Come per tutti gli animali, le malattie che colpiscono il gatto domestico, possono essere di molteplice natura: batteriche, virali, micotiche, parassitarie o metaboliche. Alcune di esse sono specie-specifiche, vale a dire che colpiscono esclusivamente il gatto, altre invece possono essere trasmesse ad altre specie animali o all’uomo. Le patologie che possono colpire anche l’uomo sono dette zoonosi, parola ormai entrata nel vocabolario di tutti vista la pandemia che stiamo vivendo. È molto importante che chi si occupa dei gatti di colonia ne conosca i sintomi al fine di diminuire il più possibile il rischio di contagio. È compito di un’Amministrazione ridurre al minimo i rischi creando strutture in cui sia facilitata l’azione di monitoraggio dello stato di salute degli animali».

La colonia felina è stata riconosciuta e ufficializzata per la prima volta in Italia dalla Legge Nazionale n.281 del 14 agosto 1991 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”.

Successivamente la normativa sulle colonie feline è stata ripresa e precisata dalle leggi regionali in materia di tutela di animali d’affezione e prevenzione del randagismo.

In particolare è vietato a chiunque ostacolare l’attività dei tutori; asportare o danneggiare oggetti utili per l’alimentazione e la cura dei gatti e allontanare o spostare i gatti di colonia dal proprio habitat.

La normativa vigente tutela inoltre i gatti liberi anche attraverso il censimento delle colonie. Quest’ultime sono protette e ne è vietato lo spostamento.

(Nella foto: lo spazio dove sarà realizzato il ricovero felino)

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