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Macerata, Ephemeria presenta “L’Ultima Cena” di Gilberto Marconi

Macerata, Ephemeria presenta “L’Ultima Cena” di Gilberto Marconi
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Giovedì 22 Ottobre a Macerata, ore 17 presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti in Piazza Vittorio Veneto, si terrà la presentazione del volume “L’Ultima Cena: alcune riscritture nell’arte del ’900” di Gilberto Marconi (Edizioni Ephemeria, 2026), con la prefazione del Vescovo di Macerata Mons. Nazzareno Marconi.

Interverranno l’autore Gilberto Marconi, Mons. Nazzareno Marconi, il giornalista e scrittore Dino Mogianesi.

“L’Ultima Cena: alcune riscritture nell’arte del ’900” è un nuovo volume sui temi dell’arte contemporanea pubblicato dalla casa editrice maceratese Ephemeria diretta dall’Arch. Antonello Andreani.

Macerata

Nonostante l’arte del ’900 non abbia mantenuto lo stretto legame dei secoli precedenti con i testi religiosi, non pochi artisti si sono confrontati con alcune scene del Nuovo Testamento.

Una di queste è l’Ultima Cena. L’autore del libro Gilberto Marconi, non nuovo a trattazioni sull’arte (La tragedia dell’Annunciazione. Riletture del contemporaneo, Mimesis 2024; Noli me tangere. Alcune riscritture nel contemporaneo, UniOrPress 2025) nel presente volume propone un percorso che, attraverso l’esame di venti opere, muove dall’espressionismo (Nolde, de Woestyne e Aronson) per accostare il cubismo (Derain e Derkowits) fino ad approdare ai confini dell’astrattismo (Tobey, Hanlan e Fairweather).

Ripartire dall’eccedenza simbolica di Dalì per addivenire alle sottrazioni di Ceroli, Einstein, Samuelsen e Dumas.

Né poco ha influito il modello leonardesco in particolare sulla fotografia (Edelson e Warhol), mentre Ohsun Vallin e LaChapelle vi aggiungono la provocazione, come fanno contro il perbenismo Simons e Doggett.

Allo stesso ultimo gruppo andrebbe annoverato Nisch la cui opera propone una spietatezza anatomica in sintonia con le scelte dell’autore che fa concludere il cammino a una nota metodologica sull’esegesi il cui compito non è quello di spiegare (cioè togliere le pieghe) ma evidenziarle, perché questi testi sono nati per pungolare e non per sostenere il buonismo.

Gilberto Marconi, docente di Letteratura cristiana antica, all’attività di esegeta e filologo (esercitata per 40 anni in varie Università) ha costantemente affiancato la passione per la letteratura e l’arte contemporanea.

Per i tipi di Ephemeria ha pubblicato “Esposizione alla bellezza” (2024) con le fotografie di Giorgio Cutini e la prefazione di Tommaso Avati, successivamente “I conti di casa. Racconti di vita e bellezza nella Marca di mezzo” (2025).

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