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“Julieta” di Almodovar alla rassegna di cinema dei Teatri di Sanseverino

“Julieta” di Almodovar alla rassegna di cinema dei Teatri di Sanseverino
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L’ultimo capolavoro di Pedro Almodòvar, “Julieta” con Emma Suarèz, Adriana Ugarte, Daniel Grao, Rossy De Palma e Darìo Grandinetti, sarà il protagonista del doppio appuntamento al cinema con la rassegna di film proposta dal San Paolo e dai Teatri di Sanseverino in programma per giovedì 2 e venerdì 3 marzo al cinema Italia alle ore 21 con ingresso gratuito.

Julieta ha deciso di lasciare la Spagna per il Portogallo, dove si trasferisce l’uomo che ama: sgombra la casa e ingombra gli scatoloni di cose e ricordi, tracce forti di un passato che riemerge implacabile. Ma l’incontro casuale con Beatriz, amica d’infanzia di sua figlia, la convince a restare a Madrid. Quella riunione è il segno che aspetta da tredici anni, il tempo che la separa da Antía, figlia partita per sempre che ha fatto perdere ogni traccia di sé a quella madre senza colpa che incolpa. Julieta attende come Penelope appesa a un filo e a un diario che svolge la sua storia. Poi il destino le consegna una lettera.

Ispirato a tre racconti di Alice Munro, Almodòvar torna con Julieta al ritratto femminile, misurato questa volta con il fato. Il regista sceglie di far interpretare il ruolo principale da due attrici, Emma Suárez e Adriana Ugarte: un asciugamano friziona i capelli della giovane madre Ugarte e si solleva sul volto invecchiato della Suárez, escamotage geniale.

“Il film – spiega Francesco Rapaccioni, direttore artistico dei Teatri di Sanseverino – è un viaggio interiore (la storia di un’anima in difficoltà che si salva grazie a un miracolo) e un invito a non cercare una soluzione che rimetta tutto a posto, lasciando i grandi interrogativi (morte, senso di colpa, malattia, abbandono, mistero dell’amore) in parte senza risposte. E’ un film di grande intensità, scritto e interpretato con incredibile bravura”.

Protagonista è Julieta, una professoressa di cinquantacinque anni che, scrivendo, cerca di spiegare a sua figlia Antía tutto ciò che ha messo a tacere nel corso degli ultimi trent’anni, dal momento cioè del suo concepimento. Al termine della scrittura non sa però dove inviare la sua confessione: sua figlia l’ha lasciata appena diciottenne e negli ultimi dodici anni Julieta non ha più avuto sue notizie. L’ha cercata con tutti i mezzi possibili ma la ricerca conferma che Antía è ormai per lei una perfetta sconosciuta.

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