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Cerimonia per ricordare il bombardamento di Macerata

Cerimonia per ricordare il bombardamento di Macerata
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Sabato 2 aprile cerimonia del 72° anniversario del Bombardamento di Macerata avvenuto il 3 aprile del 1944. Una messa in suffragio delle vittime sarà officiata dal vicario generale don Pio Pesaresi, alle ore 10, nella cappella del Sacrario militare dell’ex Distretto (viale Trieste, 24). Al termine, nell’adiacente via Vittime civili di guerra, verrà deposta una corona d’alloro.                                                                                                       .

L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale e dalla sezione maceratese dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra, presieduta da Sandra Vecchioni. Si avvale quest’anno della collaborazione dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra e dell’ associazione culturale Le casette.

Gli attacchi aerei, che il 3 aprile 1944 colpirono il centro della città, causarono infatti morti e feriti anche nella zona di corso Cairoli. In particolare gli ordigni che colpirono via della Nana e il forno Tamburrini, in quel momento pieno di gente, fecero più di quaranta vittime, otto delle quali appartenenti ad una sola famiglia.   Per questo l’associazione culturale Le casette, presieduta da Pierluigi Pianesi, ha aderito alla proposta degli organizzatori e si è unita alla commemorazione di questa triste pagina di storia.

Nel manifesto fatto affiggere dal sindaco Romano Carancini e dalla presidente dell’Associazione vittime civili di guerra Sandra Vecchioni si legge che “Tra le vittime di quei tragici eventi, vi furono numerosi bambini, donne ed anziani, in prevalenza residenti in vicolo della Nana, corso Cairoli, piazza Nazario Sauro, via Santa Maria della Porta, via Padre Matteo Ricci, corso Cavour, via Roma, piazza della Vittoria, le Vergini, via Cioci, zona dell’Ospedale, zona del ponte ferroviario, viale Trieste, viale Diomede Pantaleoni. Il loro sacrificio ha contribuito, insieme a quello di migliaia di Caduti civili e militari, all’affermazione della libertà e della democrazia nel nostro Paese”.

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