Sabato 25 luglio a Esanatoglia, negli splendidi spazi del Castello di Malcavalca, si aprirà la mostra-evento “Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria” omaggio a Pierluigi Buglioni, curata dal “Gruppo Bu Bu Settete!” con la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Esanatoglia guidata dal sindaco Luigi Nazzareno Bartocci e dalla vicesindaca Debora Brugnola.
La mostra è dedicata all’indimenticato professore di Anatomia artistica alle Accademie di Belle Arti di Macerata e di Brera, deceduto il 12 gennaio scorso a 77 anni nella sua città natale, Esanatoglia.

Sabato prossimo alle ore 17.30 è prevista l’inaugurazione con performance, poi la mostra resterà aperta per tutta l’estate fino al 27 settembre, con orari di apertura il sabato dalle 17 alle 21 e la domenica dalle 11 alle 19.
Il 21 giugno, giorno di solstizio e del compleanno di Pierluigi Buglioni, il Comune di Esanatoglia gli aveva conferito l’attestato di cittadinanza benemerita, ritirato dalla nipote Monica Buglioni, e un grande gruppo di ex studenti, coadiuvati dalla professoressa Teresa Marasca, aveva presentato l’interessante progetto di arte corale ideato e redatto dal gruppo stesso e subito appoggiato dall’Amministrazione comunale.
In quell’occasione furono significative l’esposizione delle opere di Pierluigi Buglioni, le performance e le testimonianze degli ex allievi.
“Bu Bu Settete! Anatomie della Memoria”, ora si concretizza in una mostra/evento al Castello di Malcavalca in località Palazzo di Esanatoglia, arricchendo il progetto di un capitolo nuovo e profondamente intimo.
Si tratta dell’installazione “Il Giardino dei Fiori” (cubi di carta su steli di ferro), lo spazio espositivo che accoglie una polifonia di sguardi con i lavori recenti degli ex allievi disposti in una grande quadreria e uno spazio immersivo dove rivedere le performance didattiche degli anni ’80 e ’90 all’Accademia di Belle Arti di Macerata.
«Questa sovrapposizione temporale – ossserva la professoressa Teresa Marasca – non nasce da un’assenza, ma da una presenza moltiplicata. Quegli stessi allievi di ieri, oggi artisti e professionisti, espongono i loro lavori in un dialogo serrato e generazionale: piccole tavole, di rigorose misure, diventano il campo d’indagine di un’anatomia non più solo corporea, ma della memoria e della trasmissione del sapere. Laddove il maestro ha impresso il suo metodo, la comunità degli studenti risponde oggi con il proprio presente dimostrando che l’insegnamento di Pierluigi Buglioni non è un reperto da custodire in una teca, ma un organismo vivo che continua a germogliare, a farsi opera corale, a farsi giardino fiorito».
Bu Bu Settete! è un progetto ideato dagli ex allievi e dai colleghi di Pierluigi Buglioni per ricordare e condividere l’eredità umana e pedagogica di un maestro che ha segnato profondamente la formazione di molte generazioni di creativi.

Bu Bu Settete! prende il nome da uno dei giochi più semplici e universali dell’infanzia: apparire e scomparire, nascondersi e rivelarsi, sorprendere l’altro con un gesto inatteso.
Questo titolo è stato scelto per evocare lo spirito con cui Pierluigi Buglioni viveva l’insegnamento e la pratica artistica: uno spirito libero, curioso, ironico, capace di aprire spazi di scoperta attraverso il gioco, l’intuizione e lo spiazzamento.
Nel suo modo di insegnare, la conoscenza non era mai rigida o definitiva. Piuttosto, era un processo fatto di tentativi, di rivelazioni improvvise, di piccoli scarti che permettevano di vedere le cose da un’altra prospettiva.
Bu Bu Settete! diventa così una metafora del suo metodo: un invito a guardare oltre l’apparenza, a lasciarsi sorprendere, a mantenere vivo quello sguardo curioso e sperimentale che per molti suoi allievi è stato la matrice del percorso artistico e personale.
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