Promette sviluppi la protesta del Comitato No Discarica Montefano e purtroppo non in senso positivo.
Finora le iniziative promosse dal Comitato sono state pacifiche, aperte al confronto e al dialogo, con l’intento di evitare la realizzazione della discarica provinciale nel proprio territorio.
L’ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito che gestisce il ciclo dei rifiuti), composta dai sindaci della Provincia di Macerata, ha individuato a Montefano i primi due siti della nuova discarica provinciale sui tre scelti, nonostante uno studio dell’Università Politecnica delle Marche con indicazioni diverse.
La reazione nella cittadina maceratese è stata veemente e trasversale, ma assolutamente pacifica e tendente a fare chiarezza.
Il Comune di Montefano e il Comitato hanno chiesto più volte senza esito un confronto con il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci.
Per questo motivo il Comitato No Discarica ha promosso una passeggiata al “Percorso della acque” di Pieve Torina, dove Gentilucci è sindaco, per avere l’occasione di incontrarlo.
Su invito della Questura e a tutela dei numerosi turisti che di domenica sono sul posto, in accordo con gli organizzatori la manifestazione (autorizzata) è stata spostata al Parco delle Rimembranze, dove però i partecipanti non hanno avuto accesso.
Domenica mattina 45 montefanesi sono arrivati a Pieve Torina trovando un gruppo di cittadini locali tutt’altro che accoglienti a cui si è aggiunto il sindaco Alessandro Gentilucci.
Bene o male il dialogo c’è stato, nonostante momenti di tensione. Poi si sono chiarite le reciproche intenzioni.
Tanto che il presidente-sindaco Gentilucci ha chiesto di visitare i siti delle possibili discariche a Montefano, proposta che il Comitato ha subito recepito.
Il Comitato in qualche modo ha anche chiesto scusa a Pieve Torina, sottolineando che l’obiettivo della presenza era la ricerca del dialogo, senza disturbare la popolazione (infatti la manifestazione si prevedeva silenziosa e senza cartelli).
Tutto a posto? Dialogo avviato? No! Lunedì, a metà giornata, da un indirizzo mail del Comune di Pieve Torina arriva nelle redazioni un comunicato di fuoco con dichiarazioni di Gentilucci.
«Ci sono luoghi deputati a ospitare manifestazioni, altri dove occorre rispetto e silenzio. Pieve Torina è tra questi. Quando i manifestanti del comitato no discarica di Montefano sono arrivati in paese hanno trovato, oltre a gru e cantieri, una folla di miei concittadini ad attenderli. Concittadini che, a dieci anni dal sisma, ancora vivono nelle SAE. E così i manifestanti sono tornati con i piedi per terra e si sono scusati. Spero abbiano capito di essere stati strumentalizzati politicamente e che la scelta di venire qui a manifestare è stata inopportuna», le parole del presidente della Provincia e sindaco di Pieve Torina.
Dopo un breve riepilogo della situazione, Gentilucci conclude così: «La questione va affrontata sul piano istituzionale e non fomentando proteste, tanto che, alla fine, la vera manifestazione l’hanno fatta i cittadini pievetorinesi mettendo in difficoltà chi era venuto per provocare. Ringrazio il maresciallo dei carabinieri Montanaro che, insieme a un collega, ha garantito l’ordine pubblico e ringrazio i miei concittadini per la maturità dimostrata. Da parte mia, rimarco la disponibilità a incontrare tutti nelle sedi preposte e senza ulteriori strumentalizzazioni».
Comunicato certo non digerito a Montefano, anche in sede istituzionale, che getta ombre di strumentalizzazioni politiche e pericoli di ordine pubblico che la protesta ha sempre evitato.
Molti cittadini montefanesi si sono sentiti offesi e discriminati rispetto ai problemi su cui è stata chiesta chiarezza.
Si prevede già in giornata una dura risposta dell’Amministrazione Comunale e del Comitato No Discarica Montefano, che in questa lotta per i diritti di una comunità credono e non sono disposti a cedere.
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