Arriva in libreria “Ulderico Lambertucci – Al passo dell’anima” (Edizioni San Paolo), il volume scritto da Daniele Morini e Michele Marinangeli, con le illustrazioni di Raffaele Gerardi, che ripercorre le imprese dello straordinario atleta treiese detto il “maratoneta di Dio”.
Ha percorso steppe e deserti, ha sfidato i limiti dell’anagrafe e ha trasformato la fatica del viaggio a piedi in una forma di preghiera itinerante.
Quello che doveva essere il racconto di una vita in movimento si è trasformato, a seguito della improvvisa scomparsa di Ulderico avvenuta il 26 giugno 2026, nel suo testamento spirituale più prezioso.
Lambertucci si è spento a un soffio dal traguardo degli ottant’anni, lasciando in eredità un messaggio universale di pace e speranza.
La presentazione di “Ulderico Lambertucci – Al passo dell’anima” è infatti avvenuta nella Sala consigliare della Provincia di Macerata sabato 25 luglio, la data in cui Lambertucci avrebbe compiuto ottant’anni.

Accanto alla moglie Delia Tasso e ai figli Leonardo e Lucilla, hanno portato le loro testimonianze gli autori Daniele Morini e Michele Marinangeli, il sindaco di Treia Franco Capponi, la nipote Ludovica che ha letto una dedica al nonno, il provinciale dei Frati Minori delle Marche padre Ferdinando Campana che ha riportato il progetto in mente a Ulderico di attraversare i luoghi francescani tra Marche e Umbria, fino ad Assisi, per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Altri ricordi sono venuti dal presidente del sodalizio sportivo ColleMar-athon Annibale Montanari, dall’illustratore del libro Raffaele Gerardi e dal compagno di corse e avventure Toto Fusari.
In sala molti amici e tante persone che hanno apprezzato Ulderico Lambertucci, per le sue imprese ma soprattutto per la carica umana che sapeva trasmettere.
«Ulderico – hanno detto gli autori – non ha fatto in tempo a sfogliare queste pagine, se non nelle bozze lette e corrette insieme, ma il suo cammino continua attraverso questo libro. È un invito a non fermarsi mai, a riscoprire la bellezza della lentezza e la potenza del sacrificio come ponte verso l’altro».
Il libro narra una parabola umana unica: quella di un artigiano marchigiano che, scoperta la corsa solo dopo i cinquant’anni, ha ridefinito il concetto di limite.
Dalle pagine emergono i ricordi della leggendaria Macerata-Pechino del 2006 (12mila chilometri sulle tracce di padre Matteo Ricci), il pellegrinaggio di pace a Gerusalemme nel 2008 e la traversata Coast to Coast degli Stati Uniti nel 2012 terminata a Ground Zero. Fino all’ultimo, commovente impegno: il cammino Loreto-Lourdes del 2024, affrontato a 78 anni per dire “grazie” alla Vergine Maria, alla quale Lambertucci era profondamente devoto.
Ulderico non rincorreva cronometri, ma orizzonti dell’anima. Il volume descrive quella “tigna marchigiana” – una determinazione solida come i muri che ha costruito per sessant’anni – che lo ha portato a ricevere la benedizione di tre Papi e a essere accolto come un fratello da comunità cristiane, musulmane ed ebree in ogni angolo del globo.

Il libro è il risultato di una collaborazione che – oltre alle Edizioni San Paolo – coinvolge il Comune di Treia, l’associazione sportiva ColleMar-athon e il Csi – Centro sportivo italiano, realtà che hanno visto in Ulderico il loro testimonial più autentico e puro.
A breve sarà disponibile nelle librerie delle Edizioni San Paolo in varie città italiane, potrà essere ordinato in tutte le librerie e verrà distribuito in vari luoghi nel maceratese (per informazioni si può consultare la pagina Facebook @UldericoLambertucci).

Il sindaco di Treia Franco Capponi, tra i promotori del progetto editoriale, ha ricordato il legame personale che lo univa a Ulderico, conosciuto molti anni prima che diventasse il “maratoneta di Dio”, quando era già apprezzato come imprenditore edile e instancabile “artigiano-artista”.
Ha ripercorso la nascita della loro amicizia, il libro su padre Matteo Ricci che accese in lui il sogno della corsa fino alla Cina e il sostegno dato dall’amministrazione a quella che sembrava un’impresa impossibile.
«Ulderico non correva per vincere una gara – ha sottolineato Franco Capponi – ma per costruire ponti tra popoli, testimoniare la pace e la fede. Le sue maratone erano pellegrinaggi e ogni traguardo era un messaggio di speranza».
Capponi ha quindi ricordato come il volume “Al passo dell’anima” rappresenti «il modo più bello per continuare il suo cammino» e ha concluso definendo Lambertucci «un uomo che continuerà a vivere nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo».
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