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Sirolo, volti e retroscena del Premio Nazionale Franco Enriquez

Sirolo, volti e retroscena del Premio Nazionale Franco Enriquez
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A Sirolo, il 30 agosto, il teatro cominciava prima dell’apertura del sipario. Bastava fermarsi davanti al Cortesi per accorgersene: obiettivi puntati, telefoni alzati, fotografie, interviste raccolte al passaggio, artisti e ospiti a contatto diretto con il pubblico. Il Premio Nazionale Franco Enriquez aveva il suo palcoscenico ufficiale, ma anche un secondo spazio, più spontaneo e mondano, nato davanti al teatro. Tra fotoritratti, selfie, autografi e conversazioni, per qualche ora Sirolo ha assunto l’aria discreta di una piccola capitale dello spettacolo.

Prima dell’ingresso in sala, le interviste video realizzate da Antony Persichini per Radio Citylight hanno raccolto impressioni e testimonianze dei protagonisti. A seguire la serata anche Nadia Stacchiotti di Racconti di Marca, presente tra operatori culturali, artisti e pubblico.

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I premiati in platea a fine serata

Significativa la presenza del giornalismo nazionale, con Giovanni Della Frattina, de Il Giornale di Milano, e Vincenzo Varagona, presidente nazionale dell’UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana. Accanto a loro, esponenti della politica, della cultura e delle istituzioni marchigiane hanno partecipato alla cerimonia conclusiva.

A condurre la serata è stato Alvin, che ha accompagnato il passaggio dall’atmosfera informale del fuori scena al momento ufficiale della premiazione.

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Uno degli elementi più riconoscibili del pre-serata è stato il lavoro fotografico di Massimo Nocelli. I suoi fotoritratti hanno anticipato la cerimonia, trasformando lo spazio davanti al Cortesi in una sorta di studio fotografico all’aperto. Gli ospiti si sono lasciati ritrarre prima dell’ingresso in sala tra attesa, curiosità e momenti di maggiore spontaneità.

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Giuliana De Sio

Proprio il piccolo spazio antistante il teatro è diventato il luogo sociale della serata. Attori, registi, autori, giornalisti, personalità della cultura e rappresentanti delle istituzioni hanno condiviso lo stesso ambiente, favorendo un rapporto diretto con gli spettatori.

Il pubblico ha risposto con altrettanta spontaneità. Molti protagonisti del Festival si sono fermati per scambiare qualche parola, firmare autografi e posare per fotografie e selfie. Gesti semplici, ma capaci di ridurre la distanza tra chi sale sul palcoscenico e chi lo osserva dalla platea.

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Telefoni cellulari, brevi video, dediche, strette di mano e fotografie hanno così costruito una seconda narrazione del Premio. Fuori dalla sala prendeva forma un altro spettacolo, meno formale, nel quale pubblico e protagonisti condividevano la stessa scena.

Per una sera Sirolo ha assunto il carattere delle grandi kermesse dello spettacolo senza perdere la propria dimensione raccolta. Il Premio Franco Enriquez ha mostrato così non soltanto il suo volto artistico, ma anche quello umano e relazionale.

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Gabriele Vacis

Il retroscena più autentico della serata è stato forse proprio questo: un teatro che, prima ancora di aprire il sipario, era già cominciato fuori dalla sala, nei ritratti di Massimo Nocelli, nelle interviste di Antony Persichini, nella presenza di Nadia Stacchiotti, Giovanni Della Frattina e Vincenzo Varagona, negli incontri tra artisti, istituzioni e pubblico.

Una scena fatta non di copioni, ma di incontri.

(Photo credit: Massimo Nocelli)

 

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