Sirolo, al Teatro Cortesi serata per il Premio Franco Enriquez
Al Teatro Comunale Cortesi di Sirolo, domenica scorsa si è conclusa la XXII edizione del Festival e Premio Nazionale Franco Enriquez – Città di Sirolo, dedicata quest’anno al tema “Il teatro una via per la pace”.
La serata conclusiva ha riunito interpreti, registi, autori e compagnie della scena italiana, premiati per l’attività svolta nella stagione 2025-26.
A consegnare i Premi Franco Enriquez 2026 sono stati il presidente e direttore artistico del Festival, maestro Paolo Larici, il sindaco di Sirolo Filippo Moschella e l’europarlamentare Carlo Ciccioli.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, insieme alla stampa locale e nazionale. Presente anche Vincenzo Varagona, presidente nazionale dell’UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana.
Prima della consegna dei riconoscimenti, i premiati sono stati protagonisti di una serie di ritratti fotografici realizzati da Massimo Nocelli davanti alla gigantografia collocata all’esterno del Teatro Cortesi. Una sequenza di volti che ha anticipato la cerimonia e affidato alla fotografia la memoria visiva dei protagonisti dell’edizione 2026 del Premio.
La serata non si è limitata alla consegna dei riconoscimenti. Gli interventi degli artisti hanno trasformato la cerimonia in un confronto sul ruolo del teatro nel presente, facendo emergere temi che hanno attraversato l’intera edizione: pace, memoria, responsabilità dell’artista, rapporto con il pubblico e necessità di preservare luoghi reali di incontro e di dialogo.

Tra i momenti più significativi, il Premio alla carriera ad Andrée Ruth Shammah, regista e direttrice del Teatro Franco Parenti di Milano. Nel ricevere il riconoscimento, Shammah ha richiamato il valore dell’incontro con il pubblico e la dimensione profondamente umana dell’esperienza teatrale. Dalle sue parole è emersa l’idea di una scena che rimane viva proprio perché crea una relazione fra chi recita e chi assiste, trasformando lo spettacolo in un’esperienza condivisa.
Lino Guanciale, premiato come migliore attore per lo spettacolo teatrale Miracolo a Milano con la regia di Claudio Longhi, ha richiamato la dimensione collettiva del lavoro teatrale e la responsabilità dell’interprete, ponendo l’accento su un mestiere che nasce dal rapporto con gli altri protagonisti della scena e con il pubblico.

Particolare rilievo ha assunto il riconoscimento assegnato a Gabriele Vacis e alla Compagnia PoEM per Sette a Tebe da Eschilo, nella categoria Teatro classico e contemporaneo, sezione Regia e giovani compagnie. La giuria ha individuato nello spettacolo un atto di denuncia contro la guerra, la sopraffazione e la violenza. Il conflitto fra Eteocle e Polinice supera la dimensione del mito per diventare immagine delle divisioni che attraversano ancora il mondo contemporaneo, mentre i giovani interpreti danno voce a una comunità che rifiuta di assistere passivamente agli eventi. Nella riflessione di Vacis il teatro assume inoltre una funzione essenziale contro le nuove solitudini, fisiche e virtuali, delle società contemporanee.

Un ulteriore momento di riflessione è stato offerto da Giorgio Felicetti, premiato per Corpus Pasolini. Nel suo intervento Felicetti ha richiamato l’attualità della voce pasoliniana e la necessità di confrontarsi con Pasolini non soltanto come figura appartenente alla memoria culturale del Novecento, ma come autore ancora capace di interrogare il presente. Il teatro diventa, in questa prospettiva, uno strumento di coscienza critica, capace di mettere lo spettatore di fronte alle contraddizioni della società contemporanea e di mantenere vivo il rapporto fra memoria e presente.
Proprio il tema della memoria è tornato in diversi interventi della serata: non come semplice conservazione del passato, ma come materia da riportare sulla scena e da trasmettere alle nuove generazioni. Il confronto con i classici, con gli autori del Novecento e con la drammaturgia contemporanea diventa così un modo per leggere le inquietudini del nostro tempo.

Tra i premiati della XXII edizione figurano inoltre Gianni Forte, Giuseppe Argirò, Milena Vukotic, Giuliana De Sio, Andrea Mirò ed Emilio Russo, Roberto Valerio, Alessandro D’Ambrosi e Fabiana Iacozzilli, insieme allo Spazio Diamante di Roma, all’Associazione Teatro di Calabria “Aroldo Tieri” e a Valeria Milani Comparetti.
Sul palcoscenico del Teatro Cortesi si sono così incontrati generazioni e linguaggi differenti: dalla tragedia classica alla drammaturgia contemporanea, dal teatro di parola al teatro-canzone, fino al cinema. Una pluralità di esperienze accomunate dall’idea che la ricerca artistica non possa essere separata dalla responsabilità culturale e civile.

Il presidente e direttore artistico Paolo Larici, attraverso il lavoro del Centro Studi Drammaturgici Internazionali Franco Enriquez, ha posto al centro dell’edizione la necessità di restituire al teatro la sua funzione di luogo della parola, dell’ascolto e del confronto, nel quale l’arte possa contribuire alla costruzione di una cultura della pace.
La XXII edizione si è chiusa così nel nome di Franco Enriquez, riaffermando una concezione del teatro che non rinuncia a interrogare il proprio tempo. In una stagione segnata dalle guerre e dalle divisioni, dalla serata di Sirolo è emersa l’immagine di una scena che può ancora offrire uno spazio nel quale incontrarsi, ascoltarsi e riconoscersi: il teatro come pratica concreta di relazione e, proprio per questo, come possibile via per la pace.
Info: www.facebook.com/premio.franco.enriquez.off.
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