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Recanati al LuBeC 2020 per il progetto su cultura e benessere

Recanati al LuBeC 2020 per il progetto su cultura e benessere
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Il Comune di Recanati protagonista a Lucca per il LuBeC 2020 (Lucca Beni Culturali) sul tema “Welfare culturale tra salute e società sostenibile” con l’indagine in atto finalizzata a mappare lo stato dell’arte sull’influenza che la cultura del territorio ha sul benessere delle persone.

“Stiamo creando a Recanati un coordinamento regionale per sviluppare policy sul tema della Cultura che genera benessere – ha dichiarato il Sindaco Antonio Bravi –.  Il progetto ha coinvolto duecento operatori della cultura e del sociale in un percorso di conoscenza, formazione e progettazione che intende fornire strumenti condivisi per la prossima programmazione regionale e  che potrebbe essere di esempio per le altre  Regioni”.

L’iniziativa, partita da Recanati da un’idea dell’Assessora alle Culture Rita Soccio in collaborazione con la Regione Marche, curata da Promo PA Fondazione che da anni lavora sul tema, ha mappato in questi mesi  lo stato dell’arte dei progetti tra cultura e benessere sul territorio marchigiano, nella prospettiva di costruire, partendo dall’esistente (competenze, esperienze, bisogni territoriali), veri e propri servizi di welfare al cittadino.

“Siamo stati invitati al LuBeC per il nostro progetto di nuovo Welfare Culturale  ha detto l’Assessora alle Culture Rita Soccio –. Il nostro è un esempio nazionale che si innesca in una rete di città che stanno sperimentando nuovi processi di sistemi sociali che hanno come protagonista l’attività culturale, ormai riconosciuta come valore curativo e formativo per le comunità. In queste due giornate di studio è stato ribadito come ormai è scientificamente provato che la cultura non solo fa star bene ma che allunga la vita dei cittadini di 10-15 anni. Finalmente anche in Italia molti enti si stanno occupando di questi temi ed è ora che anche la politica faccia la sua parte. Recanati è pronta per essere una delle città protagoniste a livello nazionale”.

“Il termine ‘welfare culturale’ è entrato ormai nel linguaggio comune ha affermato Francesca Velani, vice presidente di Promo PA Fondazione e direttore LuBeC –. La capacità delle esperienze culturali di influenzare il comportamento degli individui in termini di felicità personale e di serenità psico-fisica con ricadute sulla comunità, è finalmente riconosciuta anche in Italia. L’arte può influenzare la dinamica delle nostre cellule staminali. La musica e la parola possono raggiungerle in ogni organo e tessuto, stimolandone il differenziamento e rendendole capaci di avviare addirittura un processo di autoguarigione secondo uno studio dellIstituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), che ha portato a un brevetto congiunto dell’Università di Bologna e della California aprendo le frontiere dell’art therapy”.

L’organizzazione mondiale della sanità considera la cultura tra i determinanti sociali della salute con un impatto sul benessere e l’Istat, come ha ricordato  Gaetano Scognamiglio  Presidente della Fondazione Promo P.A., che l’8 e il 9 ottobre ha realizzato LuBeC 2020, inserisce fra i 12 domini del rapporto ‘Benessere e sostenibilità, anche paesaggio e patrimonio culturale, istruzione e formazione, relazioni sociali, innovazione, ricerca e creatività.

(Nella foto: Francesca Velani, Rita Soccio e Caterina Seia)

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