Home Attualità Post terremoto, la Finanza a caccia dei furbetti del CAS

Post terremoto, la Finanza a caccia dei furbetti del CAS

Post terremoto, la Finanza a caccia dei furbetti del CAS
83
0

I furbetti del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS) sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza. Controlli a tappeto delle fiamme gialle di Camerino stanno prendendo in esame centinaia di casi e i primi dati sono preoccupanti. Gli accertamenti hanno subito individuato 25 soggetti che indebitamente percepivano contributi per un importo complessivo di 60mila euro. Per 5 di loro sono già stati effettuati sequestri per 20mila euro. L’attività di controllo, supportata da un elevato numero di segnalazioni, continuerà incessante nei prossimi mesi, a tutela delle risorse pubbliche stanziate in favore delle popolazioni colpite dal sisma

Il CAS è il sussidio economico destinato a tutti i cittadini che avevano la dimora abituale e continuativa in uno dei Comuni rientranti nel cratere sismico, la cui abitazione è stata lesionata in tutto o in parte, oppure sgomberata in seguito ai violenti terremoti dello scorso anno e che hanno provveduto autonomamente a trovare un alloggio alternativo. Tale contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili, in base ai componenti del nucleo familiare, con una maggiorazione di 200 euro nel caso di persone con più di 65 anni e/o portatori di handicap e/o diversamente abili con invalidità non inferiore al 67%.  

Molti i controlli fin qui effettuati e molte le irregolarità riscontrate dai finanzieri. E’ stato accertato, ad esempio, che diversi richiedenti il CAS per via della formale residenza in uno dei Comuni colpiti dal sisma, in realtà vivevano tranquillamente in altre località, dove avevano il proprio medico curante e dove effettuavano prestazioni farmaceutiche o visite specialistiche con una frequenza tale da non lasciare dubbi circa il loro reale centro di interessi. Altri, che avevano dichiarato di avere nel cratere la dimora abituale e continuativa, in realtà svolgevano la propria attività lavorativa in ben altra località, con orario di lavoro determinato su base settimanale. Infine, persone che avevano dichiarato di abitare stabilmente in questo territorio, ma con consumi di acqua, luce e gas tipici di residenze estive. 

Gli importi indebitamente percepiti, sulla scorta del considerevole numero di soggetti nei cui confronti si stanno portando avanti gli accertamenti, sono in prospettiva molto elevati. Tutti i soggetti responsabili sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 316 ter c.p. “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”.

(Nella foto: il Cap. Antonio Di Palo, Comandante Tenenza di Camerino) 

 

(83)

LEAVE YOUR COMMENT