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“One day in London”, la mostra di Nino Migliori a Macerata

“One day in London”, la mostra di Nino Migliori a Macerata
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Dal 6 febbraio al 6 marzo Palazzo Buonaccorsi a Macerata ospiterà la mostra/evento “One day in London” con le opere di Nino Migliori. L’iniziativa è all’interno del Festival In-dipendenze, giunto alla quarta edizione, con la formula innovativa di un percorso dedicato a promuovere pensiero critico, espressività, cultura, salute.

L’organizzazione è curata da Comune di Macerata, Macerata Musei, Accademia di Belle Arti, Dipartimento Dipendenze Patologiche Area Vasta 3 ASUR Marche, componendo un sodalizio speciale per realizzare un appuntamento di riflessione a beneficio della cittadinanza e in particolar modo per lanciare un messaggio ai più giovani.

In-dipendenze mette insieme i temi sociali e i linguaggi dell’arte, per creare nuovi percorsi di senso, promuovere l’espressività giovanile, lanciare la sfida culturale della lotta alle dipendenze, che purtroppo sono sempre più connaturate al sistema sociale, frammentato e individualista, e ora con l’avvento dell’era digitale ancora più afflitto da derive di isolamento e disagi psicologici.

Nino Migliori

Nino Migliori, nato a Bologna nel 1926, è tra i più autorevoli e multiformi ricercatori italiani nel campo della fotografia. Nella sua produzione artistica si intrecciano diversi filoni, ma è la sperimentazione che caratterizza da sempre il suo operato. Rappresenta quindi un testimonial ideale per promuovere pensiero indipendente e percorsi di senso.

Incontrando gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata nel dicembre scorso, Nino Migliori mostrò a oltre 90 anni un animo rampante, pronto a raccogliere nuove sfide e rilanciarle alle nuove generazioni. “La fotografia è più letteratura che arte visuale – affermò Migliori –, serve a raccontare noi stessi, a fare domande … io trovo che le nuove possibilità di fotografare in digitale siano utili, permettono a tante persone che lo vogliono fare di esprimersi e dare una propria visione, io vi esorto a farlo, raccontate quel che vedete e che vi incuriosisce”.

La mostra One day in London rappresenta una grande occasione per Macerata. Paleserà un artista in ulteriore evoluzione, con nuove tecniche e nuovi punti di vista su come Londra si presenti al viaggiatore, frutto di una visione indipendente e fuori dai canoni. La mostra, curata da Roberto Maggiori, è divisa in tre sezioni: dai colori sgargianti del Camdon Market, ai tavoli di un pub segnati dal passaggio degli avventori, infine una visione di nuovo insolita, aggiuntiva, quella che si gode osservando le ombre dai vetri smerigliati di un museo. In tutto 27 scatti, stampati in grande formato.

“Compito delle Istituzioni è anche quello di creare opportunità alternative di dialogo e di confronto sui vari piani della vita sociale – ha detto il sindaco Romano Carancini alla presentazione dell’iniziativa nella sala Scipione di Palazzo Buonaccorsi –. L’arte, per sua natura, è fonte di bellezza e di relazione ma altresì strumento di partecipazione e di riflessione. Che siano le opere e l’esperienza di Nino Migliori a veicolare il percorso di sensibilizzazione contro le dipendenze patologiche condotto dal Comune di Macerata, dall’Area Vasta 3 e dall’Accademia di Belle Arti e, ci fa onore. La fotografia di Nino Migliori ospitata a Palazzo Buonaccorsi diventa voce di racconto per le nuove generazioni e sfida culturale. Essa, infatti, suscita interrogativi che ci invitano a riflettere sulla nostra presenza in un mondo in continua trasformazione.”

La presentazione della mostra di Nino Migliori

“È un onore per Macerata ospitare Nino Migliori ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, uno dei più grandi fotografi del dopoguerra – ha affermato l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde –. Ancora una volta i Musei Civici dimostrano di essere la casa dove la comunità si ritrova intorno al patrimonio culturale e all’arte in tutte le sue forme. Per questo progetto è nata una rete di istituzioni che conoscono il valore della cultura per il benessere della società, perché la cura del pensiero critico e della libera ricerca artistica rende più forte contro ogni dipendenza.”

“Protagonista di questa edizione del Festival In-dipendenze – secondo la direttrice dell’Accademia di Belle Arti Rossella Ghezzi – è stato proprio Nino Migliori che ha incontrato gli studenti e le studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Macerata lo scorso 4 dicembre nell’Auditorium Svoboda. Contestualmente, alla galleria GABAyoung sono state esposte le opere video e fotografiche degli stessi allievi, ideate e sviluppate, nei mesi precedenti, in seguito al progetto artistico proposto da Emanuele Bajo e Matteo Catani, docenti dei corsi di Fotografia e Multimediale. Le opere, sapientemente misurate agli strumenti tecnologici utilizzati, rappresentano riflessioni profonde sul concetto di identità personale e indipendenza, racconti intimi e coraggiosi, espressioni di desideri nascosti e rivelati. Nino Migliori con quell’incontro ha testimoniato l’importanza della fotografia di fermare tutto ciò che suscita un’emozione, per creare dei racconti da rendere pubblici e da condividere, ed è questo il senso più pregnante sotteso alla sua opera. In quell’occasione, non solo l’artista ha mostrato agli studenti e alla città di Macerata il proprio lavoro ma ha permesso alla comunità tutta di cogliere quello spirito sperimentale che muove gli sguardi dei creativi di domani. Con questo stesso spirito oggi Nino Migliori si ridona alla città di Macerata, impaginando una mostra che racconta la sua storia di fotografo ma anche il suo sguardo presente costantemente teso al futuro.”

“Sconfiggere le dipendenze è una sfida culturale ha sostenuto la psicologa Giulia Ruggiero del Dipartimento Dipendenze Patologiche AV3 ASUR Marche –, poiché dobbiamo contrastare isolamento, superficialità, individualismo. A favore di relazione, partecipazione e responsabilità. Appunto questo è il cammino intrapreso con l’Accademia in questi quattro anni del Festival Indipendenze. Nino Migliori diviene portatore del nostro messaggio due volte: la prima con la sua vita di artista, mai accomodata e accomodante, vogliosa di comunicare e incidere; la seconda con la sua opera, che anche stavolta ci stimolerà a pensare fuori dal consueto. Perché infine è lì racchiusa la possibilità di difenderci dai mali odierni e costruire una società migliore: nel pensiero che si attiva e diventa espressione condivisa.”

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