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Maceratese-Pordenone, le interviste del dopopartita

Maceratese-Pordenone, le interviste del dopopartita
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Il primo ad arrivare in sala stampa per le interviste è Federico Palmieri, che fuga ogni dubbio in occasione del contatto con un difensore friulano al 34’ della ripresa. “È stato bravo il difensore, ho cercato il tocco ma non ci sono arrivato. Il rigore su di me non c’era”.

Che atmosfera ha lasciato il 2-4 nello spogliatoio della Maceratese?

“Sapevamo che il Pordenone è una bella squadra perché rispetto allo scorso anno, quando ha fatto molto bene, ha cambiato poco. Noi, purtroppo, siamo stati poco attenti. Peccato perché nella ripresa sono arrivati in area poche volte, ma sono stati micidiali. Dobbiamo ripartire da ciò che di buono abbiamo fatto in questa gara, perché non tutto è stato negativo, e soprattutto essere più attenti in certe situazioni. A Fano speriamo di rifarci. Dobbiamo in ogni caso puntare alla vittoria in ogni partita, non solo a Fano”.

Federico Palmieri
Federico Palmieri

Rachid Arma, match-winner del Pordenone, è ovviamente contento: “Con le occasioni che abbiamo avuto oggi meritavamo di vincere. Dopo la sconfitta con il Parma ci volevamo rifare ed a Macerata abbiamo dimostrato di

Rachid Arma
Rachid Arma

essere un bel gruppo. Sono contento dei miei gol nella gara odierna perché hanno portato punti”.

Come hai visto la Maceratese?

“È ovvio che quando non vinci non giochi rilassato. La Maceratese è una buona squadra con delle individualità che la sapranno riportare alla vittoria presto”.

La presidente Maria Francesca Tardella rende onore al Pordenone: “So che è un’ottima squadra e che davanti è devastante, ma in difesa non erano insuperabili. Ho avuto l’impressione che il 2-2 ci avesse potuto dare la spinta giusta, invece è andata male. Abbiamo incassato quattro gol, decisamente troppi. Dobbiamo dare spazio ai giovani e salvarci. È la mission di quest’anno. Mi sarei aspettata un Palmieri dentro dall’inizio. Ha dato una bella accelerata al match quando è entrato. Voglio in campo giocatori che abbiano voglia di giocare”.

Maria Francesca Tardella
Maria Francesca Tardella

Sulla volontà della numero uno di cedere il timone societario, la Tardella ha precisato: “Se dovessi guardare al recente passato non dimenticherei che sono stata la presidente della Maceratese che ha vinto di più dopo aver rilevato una società allo sbando. Non penso che le mie vittorie siano state soltanto il frutto della fortuna. Ho fatto anche scelte azzardate, come quando ho avvicendato Magi con Bucchi, ma i fatti mi hanno dato ragione con allenatori, diesse e squadre diverse. Credo che un po’ di competenza in materia calcistica io l’abbia. Comunque l’avvocato Nascimbeni ha l’incarico di vendere la Maceratese se tuttavia ci saranno proposte serie, se troveremo acquirenti che possano garantire onorabilità e solvibilità. Vedo nel mio futuro ancora tanta Maceratese, una squadra che amo e che non è facile dirigere dalle giovanili in su. Una società per il bene della quale lavorano tante persone. Potrei mettere a disposizione di chi eventualmente verrà la mia esperienza fin qui maturata, oppure me ne andrei se i futuri acquirenti lo ritenessero utile. Ora, però, non è il momento di destabilizzare un ambiente con chiacchiere gratuite e che ha invece bisogno di essere incoraggiato”.

A Federico Giunti la classifica comincia a pesare: “Con il Pordenone, una squadra ben costruita in ogni reparto e che può aspirare a lottare per la vittoria in campionato, abbiamo giocato alla pari per lunghi tratti. Il mio rammarico maggiore è che, quando siamo passati in vantaggio, non abbiamo giocato i dieci minuti successivi con la grinta necessaria per mantenere il risultato. Avremmo dovuto lottare su ogni pallone come se fossimo stati ancora sullo 0-0. Purtroppo non siamo stati bravi in occasione dei calci da fermo, in cui abbiamo pagato i centimetri in meno rispetto agli ospiti ed abbiamo anche peccato d’esperienza. Peccato perché dopo il 2-2 sembrava che avessimo potuto cambiare l’inerzia del confronto. Da lunedì, però, la testa deve essere indirizzata al Fano. Quella è una gara in cui dobbiamo fare punti. Peccato per il gol del giovane Ventola. Avrebbe meritato sorte migliore. Sarebbe stata una bella storia se avesse portato punti. Dopo il 2-2 potevamo gestirla in maniera diversa”.

Federico Giunti
Federico Giunti

Colombi dovrebbe giocare di più in area?

“Lui è un generoso, lavora anche per gli altri, rientra e non pensa solo alla profondità, all’area di rigore, ciò che invece dovrebbe fare. Ma lo preferisco così. Vedrete che prima o poi si sbloccherà”.

Come la Maceratese, sperando che sia prima che poi. Il pubblico della Curva Just intanto ha apprezzato la generosità dei ragazzi, applaudendoli alla fine come se avessero vinto. Non resta che centrare una vittoria  per dare ossigeno alla classifica. Come ha detto Giunti, “ora dobbiamo pensare ai punti”.

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