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Macerata, tre proposte per il Programma qualità dell’abitare

Macerata, tre proposte per il Programma qualità dell’abitare
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Il Comune di Macerata si candida con tre proposte al “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”. Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) prevede un piano di 853,81 milioni di euro, con il contributo massimo di 15 milioni di euro per ogni proposta ammessa al finanziamento.

Il programma si pone l’obiettivo di riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, di rigenerare il tessuto socio-economico, di incrementare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici e migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini, in un’ottica di sostenibilità e densificazione, senza consumo di nuovo suolo e seguendo i principi e gli indirizzi adottati dall’Unione Europea, secondo il modello urbano della città intelligente, inclusiva e sostenibile (Smart City).

In definitiva si vuole  promuovere processi di rigenerazione di ambiti urbani capaci di concorrere alla riduzione del disagio abitativo e insediativo, con particolare riferimento alle periferie.

Le proposte devono essere costituite da interventi e misure riconducibili a cinque linee principali di azione: riqualificazione e riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e incremento dello stesso; rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico e all’uso temporaneo; miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano-locali; rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione; individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.

Le tre proposte presentate dal Comune di Macerata sono state illustrate dall’ l’assessore all’Urbanistica Silvano Iommi e riguardano le zone: (A) via Zorli – via Maffeo Pantaleoni – via Pace, (B) via Trento – corso Cavour – piazza Garibaldi – piazza della Vittoria, (C) contrada Torregiana – Fontescodella.

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Per la zona (A) gli interventi previsti sono cinque: la bretella di collegamento tra la rotatoria di via Pancalducci – cimitero con via della Pace all’altezza di via Borghi e con un diverticolo per il collegamento con via Zorli; il restauro della Fonte Pozzo del Mercato con riqualificazione ambientale e funzionale del contesto naturale; la costruzione di un parcheggio in struttura multipiano a valle di via Zorli; la costruzione di un edificio ERP a completamento della vecchia zona IACP degli anni trenta; il consolidamento del muro di sostegno di via Pace in corrispondenza degli edifici che dovranno essere demoliti e ricostruiti privatamente con fondi del terremoto.

Per la seconda proposta (B), contrada Torregiana – Fontescodella, gli interventi previsti sono otto: il recupero della facciata ex chiesuola di “Santa Maria in Torresana” (nota sin dal XII sec.) da trasformare in edicola votiva incastonata in una nuova struttura vetrata da adibire a Casa del Parco e Museo Iconografico della storia urbana della città; il recupero e la valorizzazione della Fonte di Santa Maria Maddalena (o delle Grazie) come luogo di sosta e socializzazione lungo il cosiddetto “percorso verde”; il restauro e la riapertura della grotta sotterranea aperta sul retro dell’ecobar; realizzazione del “laboratorio colture autoctone”; impianti sportivi all’aperto; la realizzazione alloggi ERP sull’area ex CUS in via Valerio; il restauro e recupero residenziale dell’ex fabbrica metalmeccanica nei pressi della ferrovia; la realizzazione di quattro passerelle pedonali per il superamento in quota delle intersezioni viarie assicurando sia la continuità del percorso pedonale sia l’integrazione delle varie porzioni di verde pubblico.

Per quanto riguarda, infine, la terza proposta (C) relativa a corso Cavour – via Trento, gli interventi previsti sono cinque: l’acquisto e la ristrutturazione dell’ex Dispensario Sagrini (edificio degli anni trenta oggi completamente abbandonato) da destinare a scuola di musica e centro socio culturale; la rotatoria in piazza della Vittoria; l’abbattimento delle barriere architettoniche e la riqualificazione di piazza Garibaldi; il completamento dell’intervento di riqualificazione e decoro urbano di via Trento con sottopassi pedonali collegati con corso Cavour; il restauro e la riqualificazione dell’area verde del monumento alla resistenza.

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