Home Attualità Macerata, la Processione del Venerdì Santo nel segno della Pace

Macerata, la Processione del Venerdì Santo nel segno della Pace

Macerata, la Processione del Venerdì Santo nel segno della Pace
2
0

A Macerata e in molti comuni della provincia il Venerdì Santo è stato celebrato con la Processione del Cristo Morto.

E’ un rito partecipato dal grande significato religioso che viene dalla profonda tradizione popolare.

Macerata

In un periodo storico che pone di fronte a sfide difficili, la Processione è un atto che unisce la comunità dei credenti.

Nel capoluogo, l’evento è stato preceduto da un fatto curioso, quando un uomo si è steso in Corso Cavour sul tragitto della processione per protestare la rimozione della propria auto in divieto di sosta. Tutto poi risolto in tempo con l’intervento della Polizia Locale e il ritorno alla calma dell’uomo.

Macerata

Il corteo si è mosso da Piazza della Libertà, luogo anche di arrivo dopo il percorso che è sceso verso Corso Garibaldi, Corso Cavour fino a Piazza della Vittoria, per risalire in centro riattraversando i Cancelli e deviando per Corso Crescimbeni, Piazza Vittorio Veneto e Corso della Repubblica.

Macerata

La Banda Salvadei – Città di Macerata ha curato l’accompagnamento musicale sia durante la processione che in Piazza della Libertà.

Insieme ai molti cittadini, alla Processione hanno preso parte sacerdoti, confraternite e autorità civili e militari.

Macerata

Tra le autorità erano presenti il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Dietro di loro, a segnalare l’avvicinarsi delle elezioni comunali, il candidato del centro sinistra Gianluca Tittarelli, nonché numerosi candidati consiglieri di ogni schieramento.

Macerata

Conclusa la celebrazione in Piazza della Libertà il vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi ha diffuso un messaggio in cui sottolinea il valore della Pace, tema su cui ha voluto caratterizzare le celebrazioni di questa Settimana Santa e riproposto anche nella sosta della Processione al Monumento ai Caduti.

«Fratelli e sorelle,

questa sera abbiamo camminato dietro al Cristo morto. Abbiamo attraversato le nostre strade in silenzio, portando nel cuore il peso di quella croce che non è solo un ricordo, ma una realtà viva. E fermandoci, davanti al monumento ai caduti di tutte le guerre, quel silenzio si è fatto ancora più eloquente.

Perché la morte di Cristo non è lontana: continua a passare dentro la storia degli uomini.

Oggi, mentre noi preghiamo, il mondo è ancora ferito dalla guerra. In Ucraina, dopo anni di conflitto, intere città sono segnate dal dolore. In Palestina e Libano, famiglie intere vivono sotto la paura e la distruzione. In Sudan, milioni di persone sono travolte da una crisi umanitaria devastante, con violenze indicibili e milioni di sfollati. E proprio in queste settimane, una nuova guerra è esplosa anche in Iran, con bombardamenti, morti, escalation che rischiano di allargarsi ancora.

E allora questa processione non è solo memoria: è domanda.

Davanti ai caduti di ieri e alle vittime di oggi, noi ci chiediamo: è possibile che l’uomo non impari mai? È possibile che il sangue continui a scorrere come se la croce di Cristo non avesse detto nulla?

Ma proprio qui sta il cuore della fede.

Cristo non è morto invano. Cristo, innocente, ha preso su di sé la violenza del mondo per spezzarne la logica. Non ha risposto al male con altro male, ma con il dono di sé. E così ha aperto una strada nuova: la strada del perdono, della riconciliazione, della pace.

Fratelli, la pace non è debolezza. È la scelta più difficile. È la croce di oggi.

Quando vediamo le guerre, siamo tentati di pensare che tutto sia inutile. Ma questa sera il Cristo morto ci dice il contrario: ogni gesto di bene, ogni parola di pace, ogni cuore che non si indurisce… è già una vittoria.

E allora stasera facciamo tre cose semplici e decisive.

Ricordiamo: perché chi dimentica, ripete gli stessi errori.

Preghiamo: perché la pace deve nascere prima di tutto nel cuore.

E impegniamoci: perché anche nelle nostre famiglie, nelle nostre parole, nei gesti, possiamo spegnere i piccoli focolai di odio.

Cristo è morto. Ma non è stata l’ultima parola. L’ultima parola è stata la vita. L’ultima parola è la pace. L’ultima parola, fratelli, è Dio con noi».

Le celebrazioni della Settimana Santa proseguiranno in Cattedrale sabato con la Veglia Pasquale (ore 21.30) e con la Santa Messa della Domenica di Pasqua (ore 10.30).

(2)

LEAVE YOUR COMMENT