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Macerata, all’ISS Garibaldi progetto per il drone in agricoltura

Macerata, all’ISS Garibaldi progetto per il drone in agricoltura
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All’IIS “Garibaldi” di Macerata si è svolta una prova di irrorazione con drone all’oliveto dello stesso storico istituto agrario.

La dimostrazione fa partire dalle Marche la realizzazione del progetto innovativo S.F.I.D.A. (Smart Farming: Innovare con i Droni l’Ambiente), unico in Italia con l’uso dei droni.

Il progetto sta ottenendo sempre più attenzione da tutta Italia per l’esito rivoluzionario che potrà avere nel settore agricolo, non a caso è stato scelto e presentato lo scorso settembre a Firenze in occasione del G20.

Nel mese di agosto sono iniziate le prove in campo per sperimentare l’utilizzo del drone nella lotta contro la mosca dell’olivo.

Finanziato dalla Regione Marche, il progetto S.F.I.D.A. nasce dalla collaborazione di più partner: l’azienda agricola Andrea Passacantando, che ne è il capofila, l’IIS “Garibaldi” di Macerata, l’ASSAM della Regione Marche, le Università di Camerino e Macerata, la COPAGRI.

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Dopo due anni di intenso lavoro di tutti i partner, è stata ottenuta una deroga dal Ministero della Salute sull’utilizzo del drone per l’irrorazione di prodotti (attualmente l’uso dei droni per irrorazione di sostanza è vietato per legge perché il drone è considerato un mezzo aereo).

Da qui si è dato il via a tutta una serie di iniziative al fine di ottenere il riconoscimento dell’utilizzo del drone in agricoltura.

Non a caso nel marzo del 2020, su sollecitazione dei partner, è stata presentata una proposta di legge alla Camera dei Deputati, primo firmatario l’on. Tullio Patassini, che va proprio a favorire sempre di più l’uso di queste tecnologie.

Il drone utilizzato è un prototipo ideato e realizzato da Francesco Allegrini e Attilio Giampieri, che da anni hanno sviluppato tale innovazione nel settore agricolo.

Il progetto e tutto l’iter della sperimentazione sono coordinati dall’agronomo Amleto Fioretti, insieme alla docente Antonietta La Terza di UNICAM, ai docenti Pamela Lattanzi e Stefano Spalletti di UNIMC, a Sandro Nardi di ASSAM Marche, a Giovanni Bernardini di COPAGRI MARCHE, alla prof.ssa Maria Antonella Angerilli dell’IIS “Garibaldi” di Macerata e al pilota Antonio Feliziani.

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«Essere capofila di un progetto così importante – afferma Andrea Passacantando – è molto stimolante. L‘idea di dar vita a questo gruppo operativo con tanti partner così autorevoli è nata per poter utilizzare sempre di più, nelle operazioni agricole quotidiane, le innovazioni tecnologiche oggi presenti».

«Il ruolo dell’Università di Camerino – dice Antonietta La Terza – nell’ambito del progetto S.F.I.D.A. è quello di monitorare l’eventuale impatto derivante dall’applicazione del fitofarmaco Spintor Fly, sulla biodiversità dell’agroecosistema oliveto con particolare riferimento alle specie non bersaglio del suolo (microartropodi e lombrichi). Tale attività verrà svolta e coordinata da me e dai dottorandi Aldo D’Alessandro e Martina Coletta».

«L’Università di Macerata – aggiunge Pamela Lattanzi – è partner del progetto e partecipa alle attività del gruppo operativo S.F.I.D.A. con il “Laboratorio Ghino Valenti sulle politiche agricole, alimentari e ambientali”, rappresentato dal prof. Stefano Spalletti, e il “Centro universitario di studi marittimi e dei trasporti” (Cusmat), rappresentato da me. L’attività del Laboratorio Valenti concerne la sostenibilità economica degli interventi con i droni in varie tipologie di aziende agricole, caratterizzate da organizzazioni e gestioni diverse. Il Cusmat apporta la propria competenza ed esperienza in ambito legale, in particolare si occupa dei molteplici profili giuridici legati all’impiego dei droni e alle finalità agro-alimentari-ambientali per cui essi sono utilizzati».

«E’ importante il lavoro di squadra – dichiara l’on. Tullio Patassini –. Si può fare innovazione anche in provincia avvalendosi di eccellenze locali che dimostrano di avere un ampio respiro oltre i confini territoriali. La proposta di legge ha ricevuto un ampio consenso, è l’occasione per valorizzare l’esperienza agricola con l’innovazione tecnologica. Ringraziamo chi ha lavorato in tale progetto».

«L’importanza del progetto sta nell’innovazione – prosegue Sandro Nardi –, nell’idea di utilizzare per la difesa della colture soluzioni a basso impatto ambientale che vengono attuate con delle tecnologie innovative che oggi cominciano ad essere a disposizione».

«L’Istituto “Garibaldi” – sostiene Maria Antonella Angerilli –, sempre attento alle opportunità che scaturiscono dal territorio per lo sviluppo di tecniche di coltivazione innovative e a basso impatto ambientale, ospita all’interno della propria azienda agraria (70 ettari e biologica) il progetto S.F.I.D.A. che prevede la distribuzione, all’occorrenza, di biofarmaci per il controllo della mosca delle olive. L’adesione dell’Istituto al progetto con la messa a disposizione del proprio oliveto ad alta densità/superintensivo, ha la finalità di divulgare rapidamente le innovazioni tecniche tra i tanti studenti che lo frequentano, futuri tecnici, professionisti e imprenditori».

«L’insegnamento nell’istituto di queste novità che arrivano da tali progetti innovativi – conclude Tonino Cioccolanti – tende ad assumere un momento di crescita professionale sia per gli studenti, sia per il corpo docente. E’ quindi un arricchimento complessivo per l’istituto e per gli studenti».

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S.F.I.D.A. è un progetto pilota, il primo in Italia, che ha l’obbiettivo di realizzare un sistema di irrorazione aerea sopra chioma di prodotti biologici per la lotta contro le patologie su impianti specializzati, con l’utilizzo di un Sistema aereo a pilotaggio remoto, Sapr (droni).

Il sistema è volto a risolvere una serie di problematiche ambientali come l’uso di fitofarmaci, lo spreco delle risorse idriche, il problema della deriva nel caso in cui si utilizzino sistemi tradizionali di irrorazione dal basso, il compattamento del terreno nel caso di uso di attrezzature pesanti o trainanti.

Al fine di testare dettagliatamente il prototipo che verrà realizzato e progettato in tutte le sue componenti, il gruppo operativo del progetto effettuerà verifiche su oliveti biologici per il controllo della mosca dell’olivo.

L’olivo rappresenta una delle coltivazioni maggiormente sviluppate nella Marche e inoltre il diffuso utilizzo del sesto di impianto consente ai progettisti di testare e tarare l’apparecchio su una tipologia standard.

Tale coltura ha avuto problemi non indifferenti a causa della mosca dell’olivo, che  arriva a ridurre il raccolto anche dell’80%, su essa è possibile utilizzare un prodotto biologico in commercio, Spintor Fly, con un basso dosaggio per ettaro.

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