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Inaugurata a Macerata la 33a RACI, l’agricoltura verso il futuro

Inaugurata a Macerata la 33a RACI, l’agricoltura verso il futuro
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Si scrive Raci, Rassegna agricola del centro Italia; si legge Raci:radici, agricoltura, cibo, innovazione. È l’edizione 2017 della manifestazione maceratese di maggiore richiamo che punta a divenire la rassegna agricola di tutte le Marche. Non solo una rilettura dell’acronimo, ma l’edizione 2017 offre un segnale di speranza, una bella risposta al sisma da parte del settore primario che è abituato a resistere ai momenti più difficili.

Il sindaco di Macerata Romano Carancini, nell’intervento inaugurale al centro fiere di Villa Potenza, ha messo in risalto l’importanza della manifestazione per tutto il territorio, in particolare ora dopo il terremoto per ridare fiducia e speranza. Con soddisfazione, il sindaco ha parlato dell’impegno organizzativo del comune per dare un futuro alla rassegna, subentrando alla Provincia.

“Vedere tutta questa partecipazione – ha sottolineato il presidente della Regione Luca Ceriscioli – è quasi commovente. Spinge l’idea di un territorio che sta reagendo, il segno di una voglia di ripartire. Un’impressione molto positiva, rafforzata dalla sensazione che la manifestazione sia forte come gli anni scorsi, con tutte le espressioni e le eccellenze tipiche dell’agricoltura marchigiana: un settore che fa parte della storia della nostra regione e che rappresenta anche un trampolino per il futuro. Di questi tempi, avere questi segnali è una gran bella cosa”.

Il presidente ha poi rimarcato l’interesse e la partecipazione giovanile alla Raci: “Non è casuale che gran parte dei fondi europei destinati all’agricoltura siano stati dedicati ai giovani che vogliono aprire un’attività nel settore. Sappiamo che partire non è facile, servono incoraggiamenti e investimenti. La scelta regionale ha avuto successo ed è stata premiata dai ragazzi stessi che hanno fatto ricorso all’opportunità offerta per seguire questa vocazione straordinaria che è l’amore per la terra”.

Presenti all’inaugurazione anche molti sindaci e amministratori locali, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il vescovo mons. Nazzareno Marconi, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti e altre autorità.

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La rassegna sarà aperta oggi, sabato 6 maggio fino alle 23, e domani dalle 9 alle 20. Tanti gli eventi, tra attività e laboratori per bambini, show cooking, degustazioni e dimostrazioni, oltre alle parti espositive, commerciali e delle filiere agricole. Poi sfilate e animazioni equestri, la mostra dei bovini di razza marchigiana, la possibilità di vedere da vicino molti altri animali. E anche spettacoli e mostre.

Sabato alle 17 si svolgerà un incontro a cura di Luca Tombesi intitolato “L’agricoltura come identificazione di un territorio e di chi lo popola” dedicato alle aziende agricole più giovani operative nel territorio, nonostante il sisma, attraverso la testimonianza dei loro contitolari. Che racconteranno cosa significa fare agricoltura oggi nel maceratese e quali sono le prospettive possibili.

Alle 21 serata Country, dopo lo spettacolo equestre, con l’attesissimo concerto del gruppo Jenny Rose & the Yesterday’s Country Wine e i ballerini del gruppo Wild Angels.

Sul palco spettacoli allestito all’interno dell’area del centro fiere salirà Jenny Rose & The Yestarday Country Wine, un gruppo acustico che si è formato 4 anni fa dall’unione di musicisti e amici provenienti da altre esperienze e formazioni. La band rende omaggio a un genere musicale molto affascinante la abbastanza sconosciuto e poco divulgato in Italia, si tratta del country americano.

Gli spettatori potranno godere di un repertorio musicale che spazia dal country e dal bluegrass anni ’40 al country rock revival degli anni ’60 ma include anche brani country di recente composizione. La formazione completa prevede Luca Borgani alla chitarra, banjo e cori, Alessandra Tamburrini al piano e cosi, Alberto Castagna al violino, Carlo Venanzoni al basso e cori, Archelao Macrillò alla batteria e naturalmente la splendida voce voce di Jenny Rosini.

Alla musica si aggiunge la coreografia dei Wild Angels (www.wildangels.it), il gruppo di country dance più numeroso in Italia che assicura passi semplici e divertimento per tutti. Il gruppo nasce nel gennaio 2006 e cresce a Reggio Emilia da un’idea di Isabella Ghinolfi che a tutt’oggi è leader del gruppo.

Grazie a validissimi collaboratori e insegnanti, il gruppo continua ad aumentare e oggi lo si può trovare anche in Liguria, in Lombardia, nelle Marche, in Abruzzo fino in Puglia.

Il nome Wild Angels prende ispirazione da una nota canzone di Martina McBride, artista country di grande fama, e parla di tempi duri e difficili in cui però si può sempre trovare un avvolgente abbraccio dei Wild Angels (Angeli Selvaggi).

I Wild Angels lavorano in collaborazione con i maggiori team country italiani, partecipando e organizzando eventi su tutto il territorio nazionale come il salone del cavallo americano a Cremona, il Country Christmas di Pordenone, Fiera Cavalli Verona, Voghera. Da anni il gruppo è noto per la carica, l’energia positiva e la voglia di vivere il country a 360 gradi.

Anche domenica sera i Wild Angels coinvolgeranno il pubblico nella loro performance insegnando agli intervenuti facilissime coreografie mentre domenica, oltre a ballare, faranno anche animazione.

Da non dimenticare che chi interverrà alla serata vestito a tema riceverà in omaggio il cappello della Raci realizzato dalla ditta Paimar di Montappone. 

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Domenica 7 maggio nel pomeriggio le premiazioni della mostra bovina. Alle ore 17, in programma un incontro sui valori della musica, i canti e le danze popolari nella vita contadina e confronto aperto con improvvisazioni musicali a cura di Roberto Raponi e Federico Cippitelli che tolti gli abiti da Pistacoppi, potranno raccontare la loro passione e il loro impegno storico nel settore.

Alle 18 verrà presentato il progetto “Solchi” – video documentazione sulla storia della mezzadria, da poco premiato in un concorso nazionale, a cura dei registi Giordano Viozzi, Stefano Teodori ed Eros Scarafoni dell’Azienda Agricola Fontegranne.

Alla RACI è stata riallestita la mostra fotografica dedicata alle Identità contadine accessibile anche a ipovedenti e ciechi, grazie a Daniele La Monaca, Confcommercio Marche centrali e Unione Italiana Ciechi e ipovedenti di Macerata mentre prosegue il contest fotografico con hashtag #identitacontadina  per partecipare al challenge di Igers Macerata (si possono  pubblicare scatti dedicati al paesaggio agricolo, agli agricoltori, ai prodotti e a tutto quelle che può raccontare il nostro territorio fino al 20 maggio).

Il calendario, patrocinato dall’Amministrazione comunale, è a cura di Letizia Carducci, Martina Fermani, Filippo Scarponi e Luca Tombesi e loro sostenitori, per testimoniare che se la stagione mezzadrile è storicamente conclusa e fissata in un paesaggio molto amato, la connessione con la tradizione contadina contribuisce a risultati d’eccezione sul mercato dei prodotti e nella vita dei singoli.

Info: www.raci.comune.macerata.it; facebook RACI.

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