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Cinque anni senza Giulio, l’appello del rettore UniMC Adornato

Cinque anni senza Giulio, l’appello del rettore UniMC Adornato
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Sono passati cinque anni dal rapimento e dall’omicidio di Giulio Regeni. Il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato si unisce all’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“L’Università di Macerata si unisce al dolore inesprimibile della Famiglia Regeni nel quinto anniversario della morte di Giulio, torturato e barbaramente ucciso. Giulio è stato privato alla famiglia, agli studi, al suo futuro, all’intero nostro Paese. Rivendichiamo con forza un’adeguata e sollecita risposta dalle Autorità egiziane per assicurare alla giustizia gli esecutori di un crimine orrendo, che ha ferito l’opinione pubblica nazionale e della stessa Unione Europea”.

Il 25 gennaio 2016 alle 19.41 Giulio Regeni inviò dall’Egitto il suo ultimo sms. Di lui non si seppe più nulla fino al ‪3 febbraio, quando il cadavere, torturato, fu trovato su una strada tra Il Cairo e Alessandria. A cinque anni da quel messaggio la verità sull’assassinio del ricercatore friulano è ancora lontana, nonostante il lavoro della magistratura italiana e l’impegno dei governi.

Oggi il caso è all’attenzione della Ue, perchè la vicenda di Regeni riguarda tutti, non solo l’Italia, per la legalità internazionale e per il rispetto dei diritti umani. La comunità di Fiumicello, il paese dov’è cresciuto il ricercatore, ricorda Giulio e in Italia molti saranno nel corso di quest’anno gli eventi, molti in streaming, a lui dedicati.

Giulio Regeni

Sul fronte delle indagini, giorni fa la Procura di Roma ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. L’obiettivo dei magistrati capitolini è portare a processo i quattro 007 che prelevarono Giulio nel gennaio del 2016, lo trasferirono in una villetta al Cairo dove per giorni venne torturato brutalmente e poi ucciso. Un processo che l’Egitto ritiene immotivato e basato su “conclusioni illogiche”.

“Sono trascorsi – scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – cinque anni dal rapimento a Il Cairo di Giulio Regeni, poi torturato e barbaramente ucciso dai suoi spietati aguzzini. Un giovane italiano, impegnato nel completare il percorso di studi, ha visto crudelmente strappati i propri progetti di vita con una tale ferocia da infliggere una ferita assai profonda nell’animo di tutti gli italiani. In questo giorno di memoria desidero anzitutto rinnovare sentimenti di vicinanza e solidarietà ai genitori di Giulio Regeni, che nel dolore più straziante sono stati capaci in questi anni di riversare ogni energia per ottenere la verità, per chiedere che vengano ricostruite le responsabilità e affermare così quel principio di giustizia che costituisce principio fondamentale di ogni convivenza umana e diritto inalienabile di ogni persona”.

“L’azione della Procura della Repubblica di Roma, tra molte difficoltà – afferma Mattarella – ha portato a conclusione indagini che hanno individuato un quadro di gravi responsabilità, che, presto, saranno sottoposte al vaglio di un processo, per le conseguenti sanzioni ai colpevoli. Ci attendiamo piena e adeguata risposta da parte delle autorità egiziane, sollecitate a questo fine, senza sosta, dalla nostra diplomazia”.

“In questo doloroso anniversario – conclude il Capo dello Stato – rinnovo l’auspicio di un impegno comune e convergente per giungere alla verità e assicurare alla giustizia chi si è macchiato di un crimine che ha giustamente sollecitato attenzione e solidarietà da parte dell’Unione Europea. Si tratta di un impegno responsabile, unanimemente atteso dai familiari, dalle istituzioni della Repubblica, dalla intera opinione pubblica europea”.

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