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Chiude Symbola. Delrio annuncia inaugurazione SS77

Chiude Symbola. Delrio annuncia inaugurazione SS77
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Il Seminario Estivo di Symbola a Treia si è concluso con una Tavola rotonda alla quale, oltre a Ermete Realacci presidente di Symbola,, sono intervenuti il ministro Graziano Delrio,  il presidente di Confindustria Enzo Boccia, il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello,  l’A.d. Enel Francesco Starace,  Maria Letizia Gardoni, Presidente Coldiretti Giovani Impresa;Rossella Muroni, Presidente Nazionale Legambiente e Aldo Bonomi, Direttore di Aaster.

Il ministro delle Infrastruture Delrio ha colto l’occasione per confermare l’inaugurazione il 28 luglio della Civitanova-Foligno insieme al premier Matteo Renzi (che nella sua newsletter ha confermato l’appuntamento).

Il completamento dell’arteria che collega la provincia di Macerata all’Umbria è atteso da molti anni e rappresenta una grande opportunità di sviluppo economico e turistico per tutto il territorio.

Il governo ha molto accelerato la sistemazione delle opere incompiute lungo la SS77 e con l’inaugurazione raggiunge il risultato di attivare una delle infrastrutture più importanti del centro Italia.

Al termine della Tavola rotonda “L’Italia deve fare l’Italia”, l’intervento di Ermete Realacci a chiudere il Seminario.

“Per affrontare il futuro – ha detto Realacci – serve un’idea di Italia. Serve un progetto economico e sociale che faccia i conti con processi politici che feriscono l’Europa come la Brexit, con fatti drammatici come quelli Dacca, con le sfide di un mondo che cambia a cominciare dai mutamenti climatici. L’Italia può farcela se affronta i suoi mali antichi – non solo il debito pubblico, ma anche le diseguaglianze sociali, l’economia in nero, quella criminale, il ritardo del Sud, una burocrazia inefficace – e se mobilita le sue migliori energie e i suoi talenti. Il Paese che può riuscire in questa ‘missione’ è l’Italia che crea ricchezza da cultura e creatività, è la Patria di quel sistema produttivo culturale dinamico e diffuso che produce 89,7 miliardi di valore aggiunto, dà lavoro a 1,5 milioni di persone e fa da volano al resto dell’economia muovendo complessivamente 249,8 miliardi di euro, equivalenti al 17% del Pil. Che scommette sulla qualità e la green economy, sui suoi saperi tradizionali e sull’innovazione, sulle forza dei suoi territori e sulla coesione delle comunità, che dà corpo a un’economia a misura d’uomo e non lascia indietro nessuno, che vede nella necessaria risposta al cambiamento climatico anche un’opportunità.  Non a caso le imprese nazionali più attente ai diritti, alla sostenibilità, alla responsabilità e alla coesione sociali, hanno registrato nel 2015 aumenti del fatturato nel 47% dei casi, contro il 38% delle altre imprese. Insomma un’Italia che sfida il futuro senza perdere le sue radici, un’Italia che fa l’Italia”.

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