Come previsto, a Montefano non sono state gradite le reazioni dopo la manifestazione No Discarica pacifica a Pieve Torina, paese del presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e di cui è sindaco.
Un comunicato del Comune di Pieve Torina ieri ha contestato la presenza dei cittadini montefanesi partecipanti alla manifestazione, autorizzata, silenziosa e senza cartelli o striscioni.

Il confronto del Comitato No Discarica Montefano con Gentilucci c’è comunque stato, iniziato in modo ruvido ma terminato pacatamente, con l’intenzione del Presidente di visitare i siti montefanesi individuati dall’ATA per la discarica provinciale. (Montefano No Discarica, dialogo o scontro con Gentilucci? – MCNET)
Le dichiarazioni di Gentilucci nel successivo comunicato e anche quelle durante il confronto domenica mattina hanno però sollevato malumore e molte domande in campo montefanese.

Questa mattina, la sindaca di Montefano Angela Barbieri, chiamata direttamente in causa, ha risposto duramente alle affermazioni del Presidente Gentilucci e rivelato l’esistenza di una caso quasi da spionaggio politico. Di seguito le parole di Angela Barbieri.
«Ho deciso volutamente di non partecipare alla manifestazione organizzata dal Comitato No Discarica di Montefano.
L’ho fatto perché mi sembrava sacrosanto che un gruppo di cittadini potesse avere la possibilità di parlare liberamente con il Presidente della Provincia, senza che la mia presenza potesse distogliere l’attenzione dal tema fondamentale – la discarica e il futuro del nostro territorio – per spostarla inevitabilmente sul terreno politico.
Mi dispiace constatare, però, che la stessa correttezza non sia stata riservata dal Presidente della Provincia Gentilucci.
Anziché limitarsi ad ascoltare rispettosamente i cittadini che aveva di fronte e rispondere alle loro doglianze, il Presidente ha scelto di tirarmi in causa attraverso affermazioni che, per come mi sono state riferite e per quanto ho avuto modo di verificare sugli articoli di stampa, sono gravi e non rispondenti alla verità.
Vorrei ricordare al Presidente Gentilucci una cosa molto semplice: quei cittadini che aveva davanti sono anche suoi cittadini, perché lei è il Presidente della Provincia di Macerata.
Partiamo dalla fotografia: alcuni manifestanti, dopo la manifestazione, hanno sentito il bisogno di chiamarmi per raccontarmi quanto accaduto.
Mi hanno riferito che il Presidente avrebbe mostrato ai presenti una fotografia che ritrae me insieme ad altri amministratori della nostra Provincia durante una cena, sostenendo che quella cena si sarebbe tenuta di lunedì e che, soltanto il giorno successivo, di martedì, si sarebbe svolta la cosiddetta “cena carbonara” degli amministratori della maggioranza dell’ATA 3.
La fotografia, per come mi è stata descritta, è stata definita da chi l’ha vista “inquietante”.
Sinceramente capisco il motivo. Da quanto mi è stato raccontato, sarebbe stata scattata da lontano e apparentemente di nascosto, dato che nessuno di noi si è accorto, mentre ero con alcuni amministratori tranquillamente a cena in un ristorante aperto al pubblico, fuori dal ristorante stesso.
La questione che mi pongo, però, è ancora più seria: per quale motivo il Presidente della Provincia conserva sul proprio cellulare fotografie apparentemente scattate di nascosto a Sindaci che, tanto in Provincia quanto nell’ATA 3, siedono all’opposizione?
La cronologia dei fatti. È vero: c’è stata una cena tra Sindaci e amministratori della minoranza provinciale. Non c’è assolutamente nulla di strano.
Gli amministratori, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra, si incontrano, discutono e si confrontano. È normale amministrazione. Non è una notizia.
Quella cena, però, si è svolta il 4 maggio, non il giorno indicato dal Presidente. E questa circostanza è facilmente verificabile: esistono la prenotazione del ristorante e i messaggi WhatsApp attraverso i quali abbiamo organizzato la serata.
Soprattutto, quella cena si è tenuta appena due giorni prima dell’Assemblea dell’ATA 3 del 6 maggio, mentre della cosiddetta “cena carbonara”, nella quale – all’epoca – si diceva fossero stati individuati soltanto Pollenza e Loro Piceno come possibili siti per la discarica, si parlava già da diversi giorni.
Ammettendo senza alcun problema che in quella cena uno degli argomenti sia stata la discarica, quale potere avremmo avuto noi Sindaci di minoranza, non avendo i numeri, per imporre una qualsiasi decisione alla maggioranza? Nessuno.
E allora arriviamo alla seconda domanda.
Anche se avessimo presentato una nostra mozione, la risposta “democratica” sarebbe stata quella di individuare tre Comuni non allineati politicamente, costruire successivamente dei criteri capaci di portarli ai primi posti della graduatoria e, contemporaneamente, salvaguardare quei Comuni politicamente più vicini alla maggioranza?
Questa sarebbe una concezione della politica nella quale esistono cittadini di Serie A e cittadini di Serie B, inoltre non è vero che il Presidente nell’Assemblea ATA vale lo 0,1%, perchè in quanto Presidente della Provincia il suo voto vale 5.
Dispiace anche aver appreso da un cittadino che gli ha chiesto se sarebbe venuto a Montefano qualora fosse stato invitato dal Sindaco, al quale ha risposto: “No, perché aizza i cittadini.”
No, Presidente. In questa battaglia contro quella che molti cittadini considerano un’ingiustizia non c’entra nulla chi mi sostiene.
Ieri c’era anche chi non mi ha mai votato e probabilmente non mi voterebbe.
Tra le tante persone che si sono unite a questa mobilitazione ci sono anche cittadini politicamente più vicini a lei che a me.
Queste persone non stanno combattendo per me. Stanno combattendo per la propria dignità e per la loro comunità.
Stanno difendendo il diritto di essere considerati cittadini della Provincia di Macerata esattamente come tutti gli altri.
Ritornando alla fotografia, Presidente Gentilucci, ci sono alcune domande alle quali credo che lei debba rispondere pubblicamente.
Perché il Presidente della Provincia possiede una fotografia di amministratori dell’opposizione apparentemente scattata di nascosto e da lontano?
Chi ha scattato quella fotografia? Chi gliel’ha inviata? Per quale motivo è stata scattata? Perché è stata conservata e tenuta nascosta fino a ieri? Perché è stata mostrata ai cittadini montefanesi accompagnandola con una ricostruzione della data della cena che, documenti alla mano, non corrisponderebbe alla realtà?
E ancora: Perché sulla cena sono state fornite versioni differenti?
Prima, da quanto mi è stato riferito, sarebbe stato detto che il Presidente non era presente. Poi che si trovava nelle vicinanze.
Infine, quando gli è stato chiesto di cosa avessimo parlato, avrebbe affermato di aver sentito personalmente che stavamo parlando di discarica.
Di quest’ultima affermazione mi è stato inviato anche un video.
Per questo le chiedo una cosa molto semplice Presidente, questa volta, dica la verità e renda tutto trasparente.
Pubblichi quella fotografia e risponda, cortesemente, una per una, alle domande che le ho posto.
Perché quando ho controllato su internet l’altro giorno, per quanto ne so, non siamo ancora entrati in uno Stato autoritario nel quale l’opposizione viene tenuta sotto osservazione di nascosto.
Ma dopo ieri una domanda è d’obbligo: chi di noi può sentirsi veramente libero se persino il Presidente della Provincia non si fa scrupoli a utilizzare fotografie scattate di nascosto per sostenere davanti ai propri cittadini una ricostruzione falsa?
La politica può avere opinioni diverse. Può avere scontri durissimi. Ma a una cosa non dovrebbe mai venire meno: il rispetto per i cittadini e la trasparenza delle istituzioni.»
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