Home Cultura Tolentino, pubblico e successo per la decima edizione di Biumor

Tolentino, pubblico e successo per la decima edizione di Biumor

Tolentino, pubblico e successo per la decima edizione di Biumor
13
0

Si è conclusa a Tolentino la tre giorni di Biumor, il festival dell’umorismo di Popsophia. L’ultimo appuntamento sabato sera dedicato al mondo del fantasy ha riempito il Teatro Vaccaj.

La decima edizione del festival, tema il ridere e sorridere della nostalgia, ha registrato tante presenze agli incontri del Politeama e alle serate del Vaccaj, con l’aggiunta quest’anno del premio Comedy Report assegnato ad alcuni nomi dell’umorismo e della satira nazionale come il conduttore, comico e scrittore Valerio Lundini e Federico Palmaroli, l’inventore del fenomeno web “le frasi di Osho”, assieme al regista della serie tv “Wanna” Alessandro Garramone.

tolentino
Premiazione del Comedy Report

“E’ stata un’edizione straordinaria – ha commentato la direttrice artistica Lucrezia Ercoli –. Era una scommessa che non sapevamo dove ci avrebbe portati e a festival concluso possiamo dire davvero che Comedy Report è la freccia scagliata da Biumor per il futuro. Questa edizione è stata ricchissima e, a dispetto del tema, il contrario esatto della nostalgia. Non ci siamo fermati a dieci anni dalla prima edizione a ricordare gli esordi, ma abbiamo scelto di portare avanti un percorso di crescita e miglioramento, rilanciando, innovando, aprendoci ad un pubblico che è diverso dal nostro storico pubblico. Poteva essere un rischio e invece è stato veramente motivante vedere come chi non ci conosceva ci ha scelti e chi invece fa da sempre parte del nostro pubblico abbia avuto occhi e sguardi nuovi”.

tolentino

Soddisfazione per la riuscita del festival è stata espressa anche dagli amministratori della città di Tolentino, che nella serata conclusiva hanno salutato la platea del Teatro Vaccaj.

“Biumor è come il Colonnato del Bernini – ha detto il sindaco Mauro Sclavi – in queste giornate abbraccia tutta la città e tutti coloro che vengono da fuori appositamente per gli incontri ed è bellissimo che Tolentino, grazie alla cultura, venga scoperta e riscoperta”.

“Volevamo parlare alle nuove generazioni – ha sottolineato la vicesindaco Alessia Pupo – e il premio ha raggiunto questo obiettivo, ha portato a Tolentino gente che non conosceva il festival e che ha potuto apprezzare queste giornate”.

Il modo migliore per festeggiare questi primi dieci anni secondo il presidente del Consiglio comunale  Alessandro Massi.

tolentino
Alessia Pupo, Mauro Sclavi e Lucrezia Ercoli

La giornata conclusiva del festival è stata in effetti la più commovente e centrata sul tema della nostalgia.

Nel pomeriggio Carlo Cambi (che ha ricevuto il riconoscimento per il nuovo linguaggio dell’intrattenimento) ha dato “sapore” alla nostalgia raccontando come il gusto veicoli la memoria del passato.

Per farlo tanti riferimenti “pop”, dalla canzone “Le tagliatelle di nonna Pina” fino alla pasta di Alberto Sordi e alla sora Lella.

tolentino
Il premio a Carlo Cambi

Dal gusto alla parola con Giulia Ciarapica che invece ha letto la nostalgia raccontata dagli scrittori del ‘900 italiani, da Massimo Bontempelli fino alle immagini senza tempo di Amarcord di Fellini.

Infine Tommaso Ariemma che ha dato una nuova prospettiva alla pop filosofia illustrando come la nostalgia viene affrontata in videogiochi e serie tv attraverso la fotografia.

tolentino
Licia Troisi

La chiusura al Teatro Vaccaj con il philoshow dedicato al mondo del fantasy, una nuova produzione, ha commosso il pubblico che ha seguito il viaggio dell’eroe, fra la nostalgia per la contea e l’incontro col mostruoso e con fantastico.

Licia Troisi, acclamata e applauditissima relatrice, è stata la guida che ha saputo raccontare la letteratura fantasy dandole la dignità della grande letteratura e della filosofia.

Grande prova tecnica anche per la band Factory in ensemble arricchita dal violino, che ha dato dimostrazione di ecletticità passando da David Bowie a Samarcanda, dal Cielo d’Irlanda fino a L’isola che non c’è.

(13)

LEAVE YOUR COMMENT