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Università di Macerata, in mille per la Giornata del Laureato

Università di Macerata, in mille per la Giornata del Laureato
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L’Università di Macerata ha portato in piazza della Libertà oltre mille persone per festeggiare la Giornata del Laureato, un appuntamento ormai tradizionale, forse unico in Italia.

Tante storie, percorsi diversi, sogni da inseguire e traguardi raggiunti ha dato vita all’incontro fra tre generazioni di laureati. La piazza vestita a festa ha, infatti, accolto sabato pomeriggio oltre trecento laureati dell’ultimo anno accademico insieme a una rappresentanza di chi ha conseguito il titolo di dottore 25 e 50 anni fa, cioè tra il 1992 e il 1993 e tra il 1967 e il 1968. Un colpo d’occhio spettacolare tra laureati, famiglie e amici, che hanno colorato di gioventù e allegria il centro della città.

“L’Università è un faro, un punto di riferimento secolare e inossidabile di questa città – ha detto nel saluto il rettore Francesco Adornato –. Siamo tradizione e innovazione, passato e presente. Coltiviamo la tradizione e l’innovazione per costruire tutto il futuro che ancora ci attende e confida in noi”.

I numeri stessi parlano della presenza e della crescita dell’Ateneo. Cinquant’anni fa i laureati furono 79, venticinque anni dopo erano già cresciuti a 390 e oggi ogni anno arrivano al traguardo finale oltre 1900 sudenti. Ragazze e ragazzi che possono guardare con maggiore fiducia al futuro perché, come ha rivelato Marina Timoteo, presidente del consorzio AlmaLaurea, il tasso di occupazione dei laureati è in crescita costante, aumentando del 6% a un anno e del 4% a quattro anni dal conseguimento del titolo.

“Siamo in ripresa progressiva. Guardiamo al futuro con fiducia”, ha rimarcato la Timoteo, una delle maggiori esperte nazionali di diritto comparato italo-cinese, che proprio a Macerata ha sentito nascere la sua passione per queste materie di cui oggi è autorevole docente. Insignita del premio Laureato dell’Anno, ha evidenziato come oggi sia importante “intrecciare le competenze tecniche con quelle umanistiche e in questo l’Università di Macerata è stata antesignana. E poi bisogna aprirsi agli altri, essere veramente cittadini di un mondo globale”.

Un incitamento che non cade nel vuoto, come hanno dimostrato i video messaggi inviati dal Canada da una giovanissima dottoranda, Simona Tiribelli, vincitrice della prestigiosa borsa di studio Fulbright, e da Ginevra, dove i laureandi Nicola Paccamiccio, Tamara Pulita e Francesca Costarelli sono stati selezionati per un tirocinio alla Rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite.

“Questo appuntamento mi riempie ogni volta di orgoglio e commozione – ha commentato la presidente dell’Associazione Laureati Ateneo Maceratese (ALAM), principale promotore dell’evento, Daniela Gasparrini –. I laureati sono sempre felici di essere contattati e di poter ritornare nella loro Università”. La docente stessa è stata quest’anno festeggiata per l’anniversario della sua laurea con un mazzo di fiori e il sigillo dell’Ateneo.

Maria Nicoletta Pascucci e Alessandro Piermanni con il “tocco”, Vincenzo Varagona, Ugo Bellesi. Nella foto sopra: l’ex rettore Luigi Lacchè, la presidente ALAM Daniela Gasparrini, Marina Timoteo, il rettore Francesco Adornato

Come ogni anno sono stati consegnati dei premi simbolici a personalità che con il loro percorso umano e professionale hanno valorizzato la formazione conseguita a Macerata. Le loro storie mostrano come si possa arrivare lontano e a traguardi diversi, partendo da una stessa base comune, declinata secondo le proprie passioni e inclinazioni.

“I miei genitori neppure sapevano che mi stavo laureando. Ho voluto fare loro una sorpresa”, ha ricordato Ugo Bellesi, decano del giornalismo maceratese, Premio Oscar Olivelli per aver contribuito, con i suoi articoli, a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulle drammatiche conseguenze del sisma del 2016.

“Ho capito quello che volevo fare da grande grazie a UniMc, per come i docenti mi hanno fatto innamorare degli studi”, ha detto invece la dirigente della Digos di Macerata Maria Nicoletta Pascucci, che, dopo aver ricevuto il premio Alumni, ha incitato i tanti giovani presenti: “Seguite fino in fondo i vostri sogni, anche se ci sono tante difficoltà”.

Ma anche chi non ha le idee ben chiare non si deve spaventare. “Quando mi sono laureato non avevo un’idea precisa di cosa fare, ma essere confusi non è uno svantaggio – ha sottolineato Alessandro Piermanni, avvocato specializzato in diritto societario operante a livello di società internazionali, anche lui premio Alumni – perché un foglio bianco vuol dire poter pianificare determinate idee. Io avevo due passioni, il diritto societario e la dimensione internazionale, e quindi ho mosso i miei primi passi in dimensioni per me congeniali”. E un ricordo è andato anche all’eroico padre Sergio Piermanni, Maresciallo Capo dei Carabinieri rimasto vittima di un conflitto a fuoco a Civitanova Marche nel 1977.

Il terzo premio Alumni è andato al giornalista Vincenzo Varagona che, intervistato dagli studenti della radio di ateneo Rum, ha delineato le possibilità di un giornalismo alternativo alla cronaca nera e alle risse mediatiche. “Se fatto in modo professionale, è possibile parlare di buone notizie – ha detto –, di una società che cresce”.

Durante la manifestazione ha eseguito brani musicali il coro dell’ateneo diretto dal Maestro Aldo Cicconofri. A concludere la giornata, il tipico lancio in aria del “tocco” da parte di tutti laureati, vecchi e nuovi.

Il lancio del “tocco”

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