Home Spettacolo Montefano, emozioni al teatro per “Le Radici nella Valigia”

Montefano, emozioni al teatro per “Le Radici nella Valigia”

Montefano, emozioni al teatro per “Le Radici nella Valigia”
5
0

Lo spettacolo “Le Radici nella Valigia” al Teatro La Rondinella di Montefano, in scena venerdì scorso, è stato un successo particolare, non solo per il teatro gremito e la suggestiva, toccante, intensa rappresentazione.

Quanto visto e sentito ha raggiunto nel profondo il sentimento del pubblico, risuscitando le memorie familiari dell’emigrazione marchigiana. Chi non ha un lontano parente emigrato?

Ne è nata un’esperienza collettiva veramente intensa, sottolineata dall’estrema attenzione di chi era in platea o sui palchi dello splendido teatro di Montefano.

MontefanoL’associazione La Rondinella, insieme al Comune, da anni firma stagioni teatrali originali e di pregio artistico e culturale, organizzate con fichi secchi e volontariato, ma fichi e volontari di ottima qualità.

Sul palco montefanese sono passati comunque anche grandi artisti, tra attori, musicisti e performer, che si sono esaltati calcando le tavole del piccolo e prezioso Teatro La Rondinella.

Bisogna essere bravi per trasmettere vere emozioni in scena, dal vivo, con le “Le Radici nella Valigia” l’associazione La Rondinella ci è riuscita non con noti professionisti ma con i suoi allievi del corso di Dizione e Recitazione.

Montefano

Piergiorgio Pietroni, regista e sapiente uomo di teatro, li ha condotti in un percorso di crescita artistica che non si può non definire straordinario, visto il risultato.

Le loro parole si sono coniugate e avvalorate, tutto live, con la musica de La Macina e la voce di Gastone Pietrucci, il patriarca della canzone popolare marchigiana.

Marco Bragaglia, poliedrico artista a cui un giorno si dovrà rendere onore, ha creato il testo originale dello spettacolo, che si è snodato attraverso monologhi carichi di umanità.

Montefano
Marco Bragaglia

Gli allievi, adulti di ogni età, con “Le Radici nella Valigia” hanno dato voce a personaggi legati alle nostre terre, uomini e donne partiti da Montefano, Appignano, Ancona, Osimo e Recanati.

Il cuore drammatico dell’opera – spiegano i promotori – risiede nel racconto di quelle migliaia di marchigiani che lasciarono tutto, partendo verso terre lontane senza mai più fare ritorno, diventando radici spezzate ma mai dimenticate.

Montefano
Gastone Pietrucci

L’idea iniziale, ispirata all’Antologia di Spoon River, si è evoluta proprio nella ricerca di queste figure: “fantasmi” dell’immaginazione che incarnano storie vere di chi ha cercato fortuna altrove, portando con sé solo una valigia e il rimpianto di una terra mai più riabbracciata.

I protagonisti, ognuno interprete di un brano, sono stati Daria Barbetta, Francesco Batocco, Marco Bragaglia, Massimiliano Cacchiarelli, Laura Calimici, Tiziana Caporaletti, Gigliola Coppari, Leida Furiasse, Raffaella Giuliodori, Elisabetta Mascellani, Claudia Mazzieri, Flavio Monina, Alessia Pianesi, Stella Savoretti e Giancarlo Succi.

Montefano

“È stato incredibilmente bello e importante – dice Giorgio Pietroni – vedere come i miei allievi siano cresciuti in questo percorso, maturando prova dopo prova con un impegno profondo, fino a riuscire a interpretare e far prendere vita a questi personaggi con un’anima vibrante”.

La messa in scena, inoltre, ha potuto contare sulle suggestive grafiche proiettate in mapping di Daria Barbetta, sulla realizzazione tecnica curata con maestria dal supporto luci di Franco Coppetta e dalla gestione video di Inkal Comunicazione, mentre la documentazione fotografica dell’evento è stata seguita dall’occhio attento di Vinz Franchino.

Montefano

Al Teatro La Rondinella era presente Francesca Giglio per ITALEA (programma del Ministero degli Affari Esteri dedicato al Turismo delle Radici), confermando l’alto valore civile dell’opera, patrocinata dal Comune di Montefano e sostenuta dal Museo dell’Emigrazione Marchigiana (MeM) di Recanati.

Prima della chiusura del sipario, nel discorso di commiato finale è partito un monito civile: “La memoria di un popolo si fa debole quando rifiutiamo asilo a chi oggi bussa alle nostre porte spinto dal bisogno. Non facciamo altro che ripetere ciò che è successo ai nostri avi”.

Finale di profonda commozione dedicato alla memoria di Lucia Marchesini, attrice e amica dell’Associazione e della gente di teatro scomparsa proprio in questi giorni.

Il sipario è calato sulle note di un’ultima, struggente preghiera in musica di Gastone Pietrucci e La Macina, tra gli applausi scroscianti di un teatro visibilmente commosso.

Info: www.teatrolarondinella.it.

(5)

LEAVE YOUR COMMENT