Sandro Parcaroli ha deciso di ricandidarsi a sindaco di Macerata. Dopo le pressioni di Matteo Salvini (il sindaco è della Lega) e del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, Parcaroli ha messo fine ai tentennamenti prolungati per alcune settimane.
Più che per mancanza di volontà, ciò che ha frenato il sindaco in carica è stata l’attesa di garanzie di avere in futuro una eventuale maggioranza solida e coerente nei suoi rappresentanti.
Tali condizioni in questi anni sono spesso mancate, da qui le perplessità a continuare.
Evidentemente Salvini e Acquaroli sono stati convincenti, così com’è probabile siano arrivati segnali dalle forze del centrodestra locale.

Ad oggi, Sandro Parcaroli si troverà di fronte, alle ormai prossime elezioni comunali, dei contendenti che ormai si stanno delineando.
Il centrosinistra (campo quasi tutto largo…) ha scelto Gianluca Tittarelli, direttore del centro commerciale Valdichienti e presidente di Pallavolo Macerata, società di volley maschile con prima squadra in A2.
Nel variopinto centro delle liste civiche, salvo ripensamenti, a ora sono in campo il primario di dermatologia Marco Sigona (Officina delle Idee), che non ha accettato l’accordo a sinistra, e Giordano Ripa (Futuro per Macerata), consigliere comunale che ha lasciato il centrodestra.
In giornata si è presentato anche il candidato sindaco Mattia Orioli, legale con ampia esperienza politica centrista (supportato da Azione, Base Popolare, Partito Liberaldemocratico, Repubblicani Europei, Movimento Socialista Liberale, Radicali Italiani e Ora).
Non mancano quindi gli aspiranti primi cittadini di Macerata.
Sandro Parcaroli intanto ha pubblicato una lettera ai cittadini, in cui spiega la decisione di ricandidarsi, che riportiamo di seguito.

«Cari amici e concittadini, come avevo promesso entro la fine del mese, vi comunico che ho deciso di ricandidarmi a Sindaco di Macerata.
Ho preso tutto il tempo necessario per scegliere cosa fosse più giusto fare per il bene della nostra città. Non è stata sicuramente una decisione immediata né semplice. Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di fermarti, di fare silenzio, di guardarti dentro. Momenti in cui comprendi che, prima di essere un sindaco, sei una persona con le sue fragilità. Ho dovuto e ho voluto, rispettare quel tempo. Ho sentito il bisogno di ascoltare e riflettere profondamente.
Oggi, con serenità e con una profonda consapevolezza, posso dirlo con chiarezza: la mia scelta è sempre Macerata.
La città delle sue piazze vive, dei luoghi della cultura e studio, delle sue scuole, delle sue imprese, delle sue famiglie. La città dei giovani che chiedono opportunità e degli anziani che meritano attenzione e rispetto. La città di chi ogni giorno lavora in silenzio, investe, studia, costruisce futuro con dignità.
In questi anni mi avete fermato per strada, mi avete scritto, mi avete parlato con fiducia ma anche con severità. Mi avete incoraggiato e criticato. E io ho imparato. Ho imparato che amministrare significa decidere, anche quando è difficile. Significa assumersi responsabilità. Significa valutare con attenzione, prendere il tempo giusto per capire e poi scegliere, pensando non al consenso di oggi, ma al bene di domani.
Così ho agito ogni giorno per risolvere tanti problemi ereditati e realizzare cosa avevamo promesso.
Abbiamo tracciato una strada. Abbiamo rimesso in moto progetti, restituito spazi alla città, riacceso energie. Non tutto è stato facile, non tutto è stato compreso subito. Ma ogni scelta è stata fatta con un solo obiettivo: far crescere Macerata e migliorare la vita di ciascuno di noi che viviamo questa città.
C’è però ancora un lavoro da completare. Cantieri aperti che devono diventare opere concluse. Visioni che devono trasformarsi in opportunità concrete. Una città più moderna, più inclusiva, più attrattiva non nasce per caso: si costruisce con costanza, con coraggio, con continuità.
Per Macerata ho lasciato la mia azienda, ho messo da parte i miei interessi personali, ho dedicato cinque anni e mezzo della mia vita a questo incarico. L’ho fatto senza riserve. E oggi sento, con un grande senso del dovere che mi ha sempre guidato, che quel percorso non può interrompersi proprio adesso.
La mia candidatura è una scelta d’amore per questa città e per i suoi cittadini. È un impegno che rinnovo davanti a tutti voi, con umiltà e determinazione.
Sono pronto ad ascoltare ancora, a metterci la faccia, a lavorare ogni giorno senza risparmio insieme a chi ha i miei stessi valori e pronto ad impegnarsi per un futuro che, insieme, possiamo continuare a costruire.»
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