Ginesio Fest, nei Sibillini il centro della scena teatrale italiana
Da martedì 25 a domenica 30 agosto la 7a edizione del Ginesio Fest riporta il borgo di San Ginesio al centro della scena teatrale italiana.
Il festival diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi, propone un programma che intreccia grandi protagonisti del teatro italiano, nuove generazioni di artisti, nuove drammaturgie, prime nazionali, residenze, laboratori, progetti dedicati all’infanzia e all’adolescenza, incontri e momenti di confronto.
Si aprirà con la cerimonia del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, martedì 25 alle ore 21.15 nel Chiostro di Sant’Agostino, che quest’anno sarà assegnato a Maria Paiato e Valerio Binasco.

Un appuntamento particolarmente significativo perché, a partire da questa edizione, il Premio San Ginesio “All’Arte dell’Attore” assume ufficialmente il nome di Remo Girone, l’attore che ne fu ideatore e che ha accompagnato il percorso del Ginesio Fest fin dalle sue origini, lasciando nella storia della manifestazione un’impronta artistica e umana profonda.
La serata inaugurale sarà dedicata dunque a un uomo di teatro che ha contribuito a dare forma all’identità stessa del Festival e a un riconoscimento che negli anni ha saputo indicare alcune delle esperienze attoriali più significative della scena italiana contemporanea.

La nuova giuria del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore” sarà presieduta da Alessio Boni, nuovo presidente, e si rinnova con l’ingresso di Lino Musella, Iaia Forte e Manuela Mandracchia, accanto a Rodolfo Di Giammarco, Francesca Merloni e Giampiero Solari.
E’ una composizione che riunisce esperienze, sensibilità e percorsi differenti, accomunati da un’idea del teatro come spazio critico, necessario e fondato sulla centralità dell’attore.

La cerimonia del 25 agosto sarà condotta da Rebecca Liberati e Christian La Rosa, con la regia di Leonardo Lidi, e vedrà la partecipazione degli amici e degli ospiti del Ginesio Fest.
Negli anni il Premio ha riconosciuto il valore di alcune delle esperienze attoriali più significative della scena italiana contemporanea: da Lino Musella a Sara Putignano, da Federica Fracassi a Massimo Popolizio, da Carolina Rosi a Michele Di Mauro, da Paolo Pierobon a Lino Guanciale, fino a Petra Valentini, Giuseppe Battiston, Vanessa Scalera, Davide Enia e Mariangela Granelli.
I due premiati 2026 sono interpreti autorevoli della scena italiana contemporanea, espressione di percorsi differenti ma accomunati da una medesima idea del teatro come studio, ricerca, disciplina e relazione con il pubblico.
Maria Paiato, tra le attrici più raffinate e profonde del teatro italiano, ha attraversato in oltre quarant’anni di carriera repertori classici e contemporanei, lavorando con alcuni dei maggiori registi della scena nazionale e distinguendosi per intensità, precisione e capacità di restituire la complessità dell’umano.
Valerio Binasco, attore, regista e direttore artistico del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, ha costruito un percorso nel quale interpretazione, regia e formazione dialogano costantemente, affermandosi come una delle figure più autorevoli del teatro italiano contemporaneo.

Dal 25 al 30 agosto, San Ginesio accoglierà spettacoli, prime nazionali, residenze artistiche, laboratori, incontri e progetti speciali, trasformando ancora una volta il borgo marchigiano in uno spazio di elaborazione culturale diffusa e luogo di incontro per artisti provenienti da esperienze e generazioni diverse.
Ginesio Fest ha progressivamente definito una linea artistica precisa: una ricerca rigorosa sulle nuove scritture, sui linguaggi contemporanei e sulle giovani traiettorie della scena italiana, sviluppata dentro una consapevolezza profonda della storia del teatro, della tradizione attorale e della memoria culturale.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 Antonio Latella, Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Alessandro Bandini, Babilonia Teatri, Giulia Scotti, Marco Corsucci e il Gruppo Uror, Alessio Maria Romano, Francesco Marilungo, Davide Calvaresi, Nicolò Tomassini e Riccardo Micheletti.
Il tema scelto per questa edizione è “Illusioni”, al plurale, come la stessa idea di teatro che attraversa il Festival.
Un tema che per Leonardo Lidi diventa possibilità collettiva, occasione di incontro e di scambio, spazio nel quale costruire relazioni, accompagnare gli artisti nei loro primi passi e immaginare il futuro.
La ricerca sulla nuova drammaturgia e sui linguaggi contemporanei costituisce uno dei nuclei centrali del progetto artistico del Ginesio Fest.
Il programma 2026 presenta, tra gli altri, Bubaro dei Bubari di Carolina Balucani, con la regia di Antonio Latella; Totò e Vicé di Franco Scaldati, con Enzo Vetrano e Stefano Randisi; Per sempre di Alessandro Bandini, costruito a partire dalle lettere e dalle cartoline inedite di Giovanni Testori; The End di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, con Valeria Raimondi, Enrico Castellani e Luca Scotton; Quello che non c’è di Giulia Scotti; Mine Haha di Marco Corsucci e Baraonda del Gruppo Uror, anteprima nazionale; Island 3 – Utopia di Alessio Maria Romano; Cani Lunari di Francesco Marilungo; ZeroZeroZeroSottozero di Nicolò Tomassini; Illusio, lavoro del coreografo Riccardo Micheletti con gli allievi del Teatro Stabile di Torino; e Il taccuino di Trigorin di Tennessee Williams, con la regia di Leonardo Lidi, in prima nazionale.
Accanto alla programmazione serale, il Ginesio Fest conferma e rafforza la propria attenzione al teatro per l’infanzia e l’adolescenza, alla formazione e alla costruzione di nuovo pubblico, il tutto a cura di Vera Vaiano.
La sezione vede la collaborazione con la Fondazione TRG Onlus, Centro di Produzione per il teatro delle nuove generazioni riconosciuto dal Ministero della Cultura, che presenta Zero Zero Sottozero di Nicolò Tomassini, prima nazionale, un lavoro sul cambiamento climatico e sull’illusione del dominio antropocentrico, per pubblici dai 6 anni in su.
Ci sarà Davide Calvaresi con la passeggiata sonora Niente è come sembra, esperienza tout public dedicata all’ascolto e alla percezione del paesaggio come materia narrativa.
Nel Teatrino San Filippo Neri, verrà presentato Lelo e la luna, spettacolo con marionetta a corpo di e con Adele Felici, realizzato nell’ambito del progetto europeo SPARSE Plus, in collaborazione con AMAT.
La formazione sarà affidata, tra gli altri, alla compagnia Bartolini/Baronio, con il laboratorio intensivo per adolescenti Le cose che inventiamo, ispirato a Chandra Livia Candiani, e a Ivan Mistereko, con Magia a impatto zero. Trasformare lo scarto in stupore, laboratorio per bambini dai 6 ai 12 anni che intreccia illusionismo ed ecologia.

Prosegue inoltre il progetto di ricerca e formazione Island, giunto alla terza esperienza al Ginesio Fest, condotto da Alessio Maria Romano.
San Ginesio, nel suggestivo Parco dei Monti Sibillini, è un luogo e un momento di studio dove fare domande sulla ricerca e sulla pedagogia. La metafora dell’isola torna come luogo reale e immaginario, spazio nel quale approdare o naufragare, occasione di scambio e confronto, il corpo come primo strumento d’indagine e contatto con il reale, l’immaginazione come strumento di costruzione.
Martedì 25 agosto, prima della cerimonia di premiazione, alle ore 19 nel Complesso Sant’Agostino appuntamento con Ginesio Taste – Trama golosa tra i Monti Azzurri, tappa speciale del Grand Tour delle Marche a cura di Tipicità.
Info e programma: www.ginesiofest.it.
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