Home Attualità Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028, scelta all’unanimità

Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028, scelta all’unanimità

Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028, scelta all’unanimità
6
0

Ancona è la Capitale Italiana della Cultura 2028, lo ha annunciato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Oltre al prestigio del riconoscimento, la città riceverà un contributo di 1milione di euro per realizzare il proprio programma, che intende valorizzare la vocazione portuale di Ancona.

Ancona si è aggiudicata il titolo con il dossier “Ancona. Questo adesso”, scelto dalla commissione all’unanimità e giudicato “eccellente”.

Secondo le motivazioni della commissione, il Comune ha presentato un “modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigenerazione e inclusione … con un programma di interventi solido … che include un pubblico ampio e diversificato”.

Ancona

Giudicata positivamente la strategia di investimento, ritenuta “coerente con un impatto significativo sul tessuto socio economico”, considerata inoltre “rilevante l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto, così come il coinvolgimento di enti territoriali e dei giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali”.

Il dossier, insomma, “soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa”.

A ispirare il titolo del dossier sono state le parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi. Al progetto hanno lavorato, tra gli altri, il premio Oscar Dante Ferretti e il musicista Dardust.

Ancona

Il programma di 60 pagine è suddiviso in quattro macroaree, che individua nella città l’epicentro culturale ed economico dell’Adriatico e il crocevia di percorsi verso Oriente.

Ognuna delle macroaree è contrassegnata da un avatar in funzione di nume tutelare, cui si aggiunge quello di Venere cui era dedicato anticamente il tempio su cui oggi sorge il Duomo.

La prima macroarea s’intitola ‘Questo mare’ e si propone come laboratorio di un nuovo rapporto tra infrastrutture e comunità, ma anche come spazio culturale, artistico e sociale a partire dalla Mole Vanvitelliana.

La seconda nominata ‘Via Maestra’, in ricordo del quattrocentesco viaggiatore anconetano e padre dell’archeologia moderna Ciriaco Pizzecolli, richiama un percorso nel centro storico per il recupero monumentale di tutti gli spazi culturali: dalla Pinacoteca, al Museo archeologico nazionale, alla Biblioteca, a numerosi altri luoghi per mostre, convegni ed eventi.

La terza, ‘Adesso parco’ dedicata all’eroina Stamira, riguarda il Parco urbano del Cardeto e quello regionale del Conero, in iter per diventare parco nazionale.

Anche il grande tenore Franco Corelli originario di Ancona una macroarea, la quarta, ‘Mare culturale’, che si occuperà di progetti digitali e dei nuovi linguaggi delle giovani generazioni.

Ancona

Le dieci città finaliste in competizione per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 erano (con il titolo del dossier) Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce; Ancona – Questo adesso; Catania – Catania continua; Colle di Val d’Elsa (SI) – Per tutti, dappertutto; Forlì – I sentieri della bellezza; Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro; Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia; Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli; Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro; Tarquinia (VT) – La cultura è volo.

Regione Marche
Francesco Acquaroli

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha subito commentato la scelta di Ancona: “Il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero. Siamo profondamente orgogliosi di questo risultato, che premia un percorso condiviso tra istituzioni, territorio e comunità. La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura di Ancona, che ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria traducendole in una visione contemporanea e proiettata verso il futuro”.

Ovviamente soddisfatto il sindaco di Ancona Daniele Silvetti, che ha sottolineato la collaborazione con la Regione, la Provincia, l’Anci Marche e anche con la città di Ascoli Piceno per la realizzazione del dossier, coordinato dall’assessora comunale di Ancona alla Cultura, Marta Paraventi.

Ancona
La cerimonia di proclamazione al Ministero della Cultura

“Domani – ha affermato il sindaco Silvetti – inizia un percorso fatto di appuntamenti, fatto di impegni, perché vogliamo costruire un qualcosa che durerà a lungo nel tempo. Abbiamo sempre detto che vogliamo esercitare questo ruolo per servire tutta la regione, perché se funziona il capoluogo, se siamo competitivi, è competitiva anche tutta la regione”.

Silvetti ha tenuto a ringraziare il sindaco di Ascoli Piceno e presidente Anci Marche per il risultato: “Fu lui a spingermi. Se Ancona è competitiva lo è tutta la regione. Sento gratitudine nei confronti del sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, e di una chiacchierata che facemmo insieme nell’estate scorsa. Il dossier parte da lontano, ma anche dalla condivisione, è stato lui a dirmi se me la sentivo dicendo che avremmo fatto squadra. Ringrazio lui e Ascoli Piceno”.

Il sindaco di Ancona Daniele Silvetti si è recato poi nella sala del Consiglio comunale di Ancona, dove è stato accolto da un caloroso e lungo applauso, appena rientrato da Roma, dove aveva partecipato nella sede del Ministero della Cultura alla proclamazione di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028.

(6)

LEAVE YOUR COMMENT