A Treia, venerdì scorso il Centro Studi Storici Maceratesi ha tenuto l’incontro “Ilario Altobelli e Galileo Galilei. Scienza e fede durante la rivoluzione scientifica”, promosso in collaborazione con il Comune di Treia e il patrocinio di Accademia Georgica, Associazione Artemisia Lab e Auser Treia.
L’appuntamento, nell’Aula Multimediale alla presenza di 120 persone, era dedicato alla figura del treiese Ilario Altobelli (1560 -1637) frate minore conventuale, eminente astronomo e matematico e ai suoi rapporti con Galileo Galilei.
In apertura dell’incontro, il Vice-sindaco del Comune di Treia Prof. David Buschittari ha portato il saluto dell’Amministrazione.

Un breve cenno di saluto da parte del Vescovo di Macerata è stato trasmesso dal Dott. Ivano Palmucci dell’Archivio diocesano.
Relatori della serata sono stati il Prof. Alessandro Giostra, autore di alcune pubblicazioni su Altobelli e il Prof. Alberto Meriggi, Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi che, in apertura, ha ricordato le copie delle lettere di Altobelli a Galilei conservate nell’Archivio dell’Accademia Georgica, da cui le ricerche di Giostra hanno preso le mosse.
Fu proprio l’osservazione della Supernova 1604 da parte di Altobelli, che si trovava al tempo a Verona, a segnare in quell’anno l’inizio del rapporto fra i due scienziati.

Il Professor Giostra ha svolto la sua relazione illustrando alcuni passi delle lettere di Altobelli a Galilei, confrontando le posizioni dei due astronomi sulle principali questioni trattate dalla scienza del tempo.
Un peso particolare nell’elaborazione delle loro riflessioni scientifiche in relazione alle questioni di fede ebbe il cardinale Conti, vescovo di Ancona, presso il quale l’Altobelli risiedette per un periodo.

Nella ricorrenza dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco, il tema scelto ha offerto anche l’opportunità per una rievocazione dei momenti salienti del francescanesimo nel territorio di Treia, con riferimento ad alcune figure che lo hanno particolarmente segnato, come il Beato Pietro, frate predicatore vissuto nel XIII secolo, il cui nome compare nei Fioretti.

Il tema è stato illustrato dal Professor Alberto Meriggi che ha mostrato immagini di personaggi e luoghi dimenticati e ha messo in luce anche aspetti oggi finiti nell’oblio, come il luogo dove si stabilirono i cosiddetti fraticelli, esponenti di un movimento pauperistico che la Chiesa stroncò in quanto eretico, e la zona in cui fu fondato il primo convento francescano a Treia verso la metà del Duecento.
Ha sottolineato che la sede stessa che ha ospitato l’incontro è legata alla storia dei francescani a Treia, sita nell’area dell’antico convento in cui l’Altobelli risiedette per molti anni.
Lo scienziato contribuì anche all’abbellimento della chiesa di San Francesco e del connesso convento, dove morì nel 1637.

Ha concluso i lavori Padre Ferdinando Campana, rettore del Convento del SS. Crocifisso di Treia e studioso del francescanesimo marchigiano, nonché insegnante di Liturgia della vita sacra.
Con il suo intervento ha fatto riferimento alla storia del francescanesimo treiese utilizzando importanti documenti e la bibliografia più accreditata.
In conclusione il Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi, Prof. Meriggi, ha rivolto con soddisfazione ai presenti il ringraziamento suo personale e del Direttivo del Centro Studi per la straordinaria partecipazione della cittadinanza, dei soci e degli appassionati di storia e anche per le attestazioni di eccellenza della manifestazione.
(22)
