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Macerata, in mostra “Le Madri della Libertà” nella Costituente

Macerata, in mostra “Le Madri della Libertà” nella Costituente
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Fino a sabato 10 ottobre l’Università di Macerata ospita nella Sala Sbriccoli della Biblioteca Didattica in Piazza Oberdan, la mostra “Le Madri della Libertà. Storia e figure delle Madri costituenti italiane”, dedicata alle prime donne elette nella storia dell’Italia repubblicana, a 80 anni dall’Assemblea costituente.

Macerata

La mostra, ideata e realizzata da Snoq ed Anpi di Osimo, è promossa a Macerata dalla prof.ssa Ninfa Contigiani nell’ambito del corso di Storia della legislazione sociale.

Le Madri della Libertà sono le 21 donne che furono elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, giorno in cui le italiane votarono per la prima volta a suffragio universale.

Provenienti da storie personali, età e partiti politici molto diversi (9 del PCI, 9 della DC, 2 del PSI e 1 dell’Uomo Qualunque), seppero unire le forze per inserire i diritti e l’uguaglianza delle donne nella Costituzione italiana.

Cinque di loro fecero parte della ristretta Commissione dei 75 incaricata di redigere il testo della Carta: Nilde Iotti (PCI), Teresa Noce (PCI), Maria Federici (DC), Lina Merlin (PSI) e, subentrata in un secondo momento, Angela Gotelli (DC).

Macerata

Le altre costituenti erano Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Nadia Gallico Spano, Angela Guidi Cingolani, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio e Teresa Noce.

Macerata
Adele Bei

Tra loro Adele Bei (Cantiano 1904, Roma 1976), l’unica donna marchigiana eletta tra le 21 Madri Costituenti della Repubblica Italiana.

Antifascista e partigiana, perseguitata dal regime fascista, visse in esilio in Belgio e Lussemburgo, subì il carcere (condannata a 18 anni dal Tribunale Speciale) e fu confinata nell’isola di Ventotene. Prese parte alla Resistenza con il grado di capitano.

Poi sindacalista, venne eletta all’Assemblea Costituente nel 1946 con il Partito Comunista Italiano nel collegio delle Marche, fu la prima senatrice di diritto nella storia repubblicana e si batté strenuamente per i diritti delle lavoratrici, la parità salariale, la tutela della maternità e l’assistenza postbellica.

Macerata-Madri della Libertà

Grazie all’impegno trasversale delle 21 donne nell’Assemblea Costituente, la Repubblica italiana riconobbe le basi giuridiche dell’uguaglianza.

In particolare contribuirono in parti fondamentali della Costituzione: articolo 3, Uguaglianza formale e sostanziale di tutti i cittadini senza distinzione di sesso; articoli 29 e 30, Eguaglianza morale e giuridica dei coniugi e tutela dei figli anche se nati fuori dal matrimonio; articolo 31, Sostegno alla famiglia e alla maternità; articolo 37, Diritto della donna lavoratrice a identità di diritti e retribuzione pari a quella dell’uomo.

L’orario di apertura della mostra “Le Madri della Libertà. Storia e figure delle Madri costituenti italiane” è dalle 8.30 alle 24, il sabato dalle 9 alle 18.

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