La salvezza del Chiesanuova Calcio porta la firma di un gruppo che non ha mai smesso di crederci, ma nella domenica più importante della stagione c’è stato un protagonista capace di cambiare il destino della partita in pochi istanti.
Nel playout contro l’Urbania, quando il cronometro segnava il 94’ e l’Eccellenza sembrava scivolare via, Nicolò Di Matteo ha trovato il gol dell’1-1 che ha riacceso il Chiesanuova e spalancato la strada verso la salvezza conquistata dopo i supplementari.
Una rete pesantissima, destinata a entrare nei ricordi della società biancorossa, che grazie a quel pareggio giocherà per il quinto anno consecutivo nel massimo campionato regionale. Per il centrocampista classe 2004, arrivato a novembre dal Montegranaro Calcio, una domenica impossibile da dimenticare.

Cosa si prova a diventare una sorta di eroe sportivo? “Non mi sento affatto un eroe –
risponde la mezzala classe 2004, prelevata a novembre dal Montegranaro- ma sono
felicissimo perché era una partita stra importante, un conto è giocare in Eccellenza e
un conto in Promozione”.
Ti sei posizionato verso il secondo palo per una scelta del mister Mariotti o è stata
una cosa d’istinto? “E’ stata una cosa istintiva perchè l’Urbania aveva appena perso un
giocatore per infortunio (Triana) e dovevano ancora capire bene come organizzarsi e
posizionarsi nelle marcature in area”.
Un’esultanza scatenata…“Sì sono andato verso mio padre che era allo stadio e la sera prima gli avevo detto che avrei segnato”.
Addirittura ti sentivi e avevi previsto il gol?
“Sì, davvero. Sabato sera avevo telefonato ai miei e l’avevo detto”.
La rete più importante della tua carriera? “Sì”.
Di sicuro hai fatto piangere di gioia molte persone tra compagni, il presidente Bonvecchi e pure qualche tifoso. Hai
ricevuto dei complimenti o delle frasi particolarmente belle o simpatiche? “Tanti
ringraziamenti ma il merito per il raggiungimento delle salvezza non è solamente
mio, è il risultato e il frutto di mesi di lavoro assieme”.
Comunque ci vuole una dedica, a chi la facciamo? “Alla mia famiglia, alla mia
ragazza e alla società perché questa salvezza ce la meritavamo proprio”.
(3)