Alla Questura di Macerata si sono concluse da pochi giorni le indagini condotte dalla Polizia di Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata, che hanno portato alla denuncia di quattro soggetti per aver messo in campo un’organizzazione finalizzata a reati di truffa e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
In particolare, la truffa era rivolta nei confronti di cittadini di origini peruviana ed argentina, dietro la promessa di ottenere un permesso di soggiorno valido sul territorio nazionale.
Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Macerata con il supporto dell’Ufficio Immigrazione, hanno avuto inizio nel settembre del 2024, quando due cittadini peruviani, un amministratore aziendale ed una odontotecnica, avevano presentato denuncia querela in quanto vittime di una truffa da parte di un cittadino argentino residente in Italia.
I due, che sono coniugi, in sede di denuncia raccontavano tutta la vicenda iniziata dal desiderio di venire a vivere in Italia per offrire alla loro figlia una vita migliore di quella del Perù. Invece sono rimasti vittime di estorsione da parte di una associazione a delinquere operante nel loro paese di provenienza.
Per integrarsi in Italia ed essere in regola con le normative sul soggiorno avevano contattato già dalla fine del 2023 un cittadino argentino residente in Italia, che tramite una pagina Instagram dedicata, offriva a pagamento servizi per ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro, quindi con la prospettiva di un lavoro regolare, offrendo anche alloggi abitativi in affitto già pronti.
Veniva richiesta una caparra confirmatoria per aggiudicarsi il servizio ancor prima che i coniugi giungessero in Italia.
Una volta giunti in Italia previo pagamento della restante somma pattuita, via chat l’uomo forniva un appartamento in affitto e prometteva di occuparsi di tutto l’iter volto al raggiungimento del rilascio dei titoli di soggiorno.
Per rendere ancora più credibile la truffa in atto, alcuni degli indagati accompagnavano personalmente le vittime presso gli uffici competenti, approfittando della loro non conoscenza delle leggi italiane, per fargli firmare documenti necessari per il rilascio del permesso di soggiorno.
Purtroppo, entrando in Italia senza un visto d’ingresso per motivi di lavoro subordinato, gli stessi potevano permanere legalmente sul territorio nazionale solo per 90 giorni e per motivi turistici consentiti dalla legge.
Sfruttando i 90 giorni che i coniugi potevano restare in Italia per turismo senza avere problemi in eventuali controlli da parte delle Forze dell’Ordine, l’uomo si occupava di reperire la documentazione necessaria e di preparare, come di norma, il “kit delle poste” per il rilascio degli agognati permessi.
Pur senza la documentazione richiesta prevista dalla legge veniva inviata una domanda di rilascio di un permesso tramite kit postale, che illudeva gli stessi sulla possibilità di potersi regolarizzare.
Al diniego del rilascio del permesso di soggiorno da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Macerata, gli stessi prendevano coscienza della loro situazione di irregolarità e del raggiro subito, che li portava a presentare formale denuncia querela nei confronti dell’uomo.
E’ quindi entrato in azione personale della Squadra Mobile della Questura di Macerata, collaborazione con l’Ufficio Immigrazione che nel frattempo aveva già attenzionato altre istanze simili provenienti da cittadini argentini o peruviani e tutte apparentemente compilate dalla stessa mano.
I poliziotti, insospettiti dal numero elevato di tali pratiche, predisponevano servizi mirati a cercare di capire se quello dei coniugi fosse un fatto isolato o un più largo fenomeno con fondamento truffaldino.
In effetti, gli investigatori hanno scoperto che ad essere truffate erano state anche altre persone di origine peruviana e argentina, attraverso il rodato meccanismo utilizzato per i coniugi che avevano raccontato la vicenda agli agenti della Squadra Mobile.
Molti di loro, trovandosi in una situazione di irregolarità a seguito della truffa subita, hanno lasciato l’Italia per rientrare nel loro paese di origine, senza ricevere mai indietro le somme corrisposte per la trattazione delle partiche a opera degli indagati.
La Procura della Repubblica di Macerata ha coordinato l’indagine che ha raccolto informazioni e analisi sui conti correnti delle persone coinvolte nella vicenda.
Ciò permetteva di definire i contorni di una vera e propria organizzazione volta a truffare cittadini stranieri, soprattutto peruviani e argentini in cerca di fortuna in Italia e previo pagamento di cospicue somme di denaro. Questi poi venivano truffati con un metodo più che collaudato.
Tra persone coinvolte nel raggiro che hanno denunciato coraggiosamente quanto accaduto e altri nominativi emersi dalle varie analisi, secondo la Squadra Mobile il fenomeno è molto più diffuso di quanto a oggi emerso.
Le indagini condotte fino a questo momento hanno permesso di notificare gli avvisi di garanzia nei confronti di quattro soggetti, due italiani e due argentini, in quanto ritenuti responsabili delle truffe perpetrate contravvenendo anche ai reati previsti in materia di immigrazione, generando un volume d’affari stimato per ora intorno ai 40 mila euro.
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