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Matelica, una targa per Calogero Zucchetto vittima della mafia

Matelica, una targa per Calogero Zucchetto vittima della mafia
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A Matelica è stata inaugurata la targa commemorativa dedicata alla memoria di Calogero Zucchetto, vittima della mafia, barbaramente ucciso ad appena soli 27 anni il 14 novembre 1982.

Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto di Macerata Giovanni Signer, il Questore di Macerata Luigi Mangino, cariche civili e militari della Provincia e dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, nonché numerosi studenti e cittadini.

Matelica

L’evento è stato promosso dal Sindaco di Matelica Denis Cingolani in memoria di “Lillo”, medaglia d’oro al valor civile, che immolò la propria vita per servire fedelmente lo Stato e sconfiggere il cancro della mafia che, all’epoca dei fatti, insanguinava le strade di Palermo.

Fu ucciso la sera di domenica 14 novembre 1982, all’uscita da un bar nel centro di Palermo, con cinque colpi di pistola alla testa sparati da due killer in sella a una moto.

La cerimonia ha avuto inizio con la scopertura della targa dedicata a Calogero Zucchetto in servizio negli anni Ottanta presso la Squadra Mobile di Palermo e stretto collaboratore del Vice Questore Ninni Cassarà, Dirigente della Sezione Investigativa.

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Il Questore Luigi Mangino e il Sindaco Denis Cingolani

Il Questore ha portato i saluti del Capo della Polizia – Direttore Generale di Pubblica Sicurezza Prefetto Vittorio Pisani che, non potendo essere presente, ha sottolineato il sentimento di profondo ringraziamento per l’importante segno di vicinanza dimostrato dal Comune di Matelica nel mantenere viva la memoria di una vittima di mafia.

Il Dottor Mangino ha proseguito evidenziando che Calogero Zucchetto rappresenta un esempio di alta fedeltà nei confronti dello Stato e ai valori che esso incarna come la Giustizia, la Democrazia e la Libertà, per tutti coloro che vengono chiamati ogni giorno a svolgere il proprio dovere vigilando sulla corretta osservanza delle leggi e sulla sicurezza dei cittadini.

Il Prefetto Giovanni Signer si è rivolto agli studenti accogliendo la loro presenza come simbolo per mantenere vivo il ricordo nei confronti di chi ha dedicato la propria vita al perseguimento della giustizia e della libertà.

La cerimonia si è conclusa con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Sindaco, del Questore e del Prefetto di Macerata.

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Il Prefetto Giovanni Signer e il Sindaco Denis Cingolani

Chi era l’agente della Polizia di Stato Calogero Zucchetto

L’agente della Polizia di Stato Calogero Zucchetto, per gli amici e colleghi “Lillo”, entra in Polizia all’età di 19 anni. Destinato alla Questura di Palermo, inizialmente viene assegnato alla Sezione Investigativa, dove si occupa, oltre che di indagini contro la mafia, anche della scorta di Giovanni Falcone, allora effettuata da agenti della Squadra Mobile. Fu anche uno dei primi a giungere in via Carini la notte dell’omicidio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie e dell’agente di scorta.

Civitanova Marche
Calogero Zucchetto

Professionale, caparbio, coraggioso, intelligente, Zucchetto intraprende la sua missione con grande entusiasmo. Si distingue subito. È un ragazzo, socievole, pieno di vita che lavora con determinazione, coraggio e passione. Grazie alle proprie  capacità investigative ha modo di entrare in contatto col pentito Totuccio Contorno e di collaborare alle indagini che portarono alla stesura  di un importante rapporto, il “Greco Michele + 161”, che tracciava dopo decenni di buio e di negazione del termine mafia un realistico quadro di cosa nostra e, in modo particolare, della guerra di mafia iniziata  nel 1981 con l’ascesa del clan dei corleonesi.

La sua esperienza sul campo investigativo si rivela molto utile nella ricerca dei tantissimi latitanti dell’epoca. Nel mese di ottobre del 1982 giunge la notizia confidenziale degna di fede che dalle parti di Ciaculli si nasconde un pericoloso boss.

Nei giorni immediatamente successivi, Zucchetto e Cassarà effettuano sopralluoghi nella zona con la moto personale di Zucchetto , ma Lillo viene riconosciuto da due noti latitanti, Giuseppe Greco e Mario Prestifilippo. Le attività di riscontro e le indagini svolte senza soluzione di continuità consentono alla Squadra Mobile di Palermo di arrestare Salvatore Montalto il 7 novembre 1982.

Zucchetto dà un contributo decisivo all’operazione, pur consapevole dei rischi che corre perché Cosa Nostra era a conoscenza del ruolo fondamentale svolto da lui nelle indagini. Calogero è molto preoccupato, ma sa di aver fatto il suo dovere fino in fondo.

 Una settimana dopo si trova in città, nei pressi del bar Collica, affollato da molti giovani quando i due latitanti che lo avevano riconosciuto durante i sopralluoghi, in sella ad una motocicletta, gli si avvicinano e sparano cinque colpi di pistola. A 27 anni si spegne un’altra giovane vita, un’altra vittima innocente di un drammatico 1982. Per l’omicidio di Zucchetto verranno condannati gli esecutori del delitto e come mandanti gli esponenti della Cupola di Cosa Nostra.

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